Il Tirreno

Grosseto

Il supermarket della droga 

di Sara Landi
Il supermarket della droga 

L’argine e i parcheggi con il buio diventano covo di spaccio e degrado

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GROSSETO. Un ampio parcheggio con degli eleganti lampioni in parte divelti o rotti. La salita che porta all’argine dell’Ombrone. Il cancello che dà accesso agli orti e che ora di notte viene tenuto chiuso con un lucchetto per impedire i furti. Tra cui pollame. Via de’Barberi finisce così, non ha uno sfondo e col buio questa zona ai margini della città si trasforma nel supermarket della droga. Perché parlare di spaccio sarebbe riduttivo. L’espressione “supermarket della droga” è del grossetano Claudio Dell’Omodarme che abita al civico 147 di via de’ Barberi da una decina d’anni.
Claudio si presenta al Caffè Tirreno con qualche minuto di anticipo per denunciare «lo schifo e la vergogna» di ciò che accade tutte le sere sotto casa e ci accompagna a fare un giro nei luoghi che di notte per i residenti diventano off limits.
«Ho scelto di venire a vivere qui perché secondo me è la zona più bella di Grosseto – dice Dell’Omodarme – Praticamente sei in campagna ma il centro è a due passi (Claudio indica il campanile del Duomo che svetta dalle Mura in fondo alla via, ndc.) e comunque abbiamo il centro commerciale con i negozi e i servizi. Ma quando fa buio bisogna restare serrati in casa per via dello spaccio e tocca vedere dalla finestra adolescenti in fila per una dose di droga: è una cosa che fa male al cuore».
Non sono mancate nel tempo le segnalazioni e le denunce alle forze dell’ordine.
«Chiamiamo sempre polizia e carabinieri – dice Claudio – per sentirci dire che non possono fare nulla. E poi gli spacciatori fanno la spola con la bici, non tengono le dosi con sé. Se anche li beccano indosso hanno solo una dose e non possono fargli niente. Certo, qualche sera viene una pattuglia, fa il giro del parcheggio e torna indietro ma così non basta. Serve un presidio fisso per smantellare questo supermercato della droga».
Lo spaccio porta con sé altro degrado. «I lampioni nel parcheggio li abbiamo messi noi condomini a nostre spese – dice Claudio – Ogni lampione costa 600 euro. Puntualmente li prendono a sassate o li sdraiano e noi dopo averli fatti rimettere a posto varie volte non abbiamo più soldi per farli riparare».
Poi ci sono i bivacchi e le siepi usate come luogo protetto per “scaricare” la refurtiva.
«Abbiamo fatto tagliare due sere fa le siepi perché non ne potevamo più – dice Claudio, indicando i cumuli di sfalci, foglie e rifiuti – da una parte c’erano due materassi ma è capitato di trovarci anche una cassaforte e oggetti rubati chissà dove».
Ci sono rifiuti ovunque e purtroppo le tracce fisiche del consumo di droga: le siringhe, decine e decine. Mentre Claudio parla con noi, un altro abitante della zona sta ripulendo il verde ai margini della strada, accatastando gli sfalci.
«Vedete - dice - ecco cosa troviamo ogni volta». Chinandosi e risollevandosi eccolo con alcune siringhe tra i guanti, traccia del consumo d’eroina che prosegue impassibile, ormai da tempo, nel piazzale proprio davanti ad alcune villette a schiera della Poderina, in mezzo al parcheggio e più sopra nella zona dell’argine.
La situazione dello spaccio si aggrava in particolare nei weekend. Basta fare un salto a controllare. «Venerdì, sabato e domenica c’è la fila dei clienti, va via uno e tocca all’altro - riprende la parola Clòaudio - Una cosa impressionante e che mi fa venire le lacrime agli occhi, tanti giovanissimi e tante ragazzine purtroppo».
Al termine del sopralluogo Dell’Omodarme ci porta anche all’interno del centro commerciale Le Palme dove di notte fuori da un circolo privato vengono sparati fuochi d’artificio.
Claudio ci mostra una parete annerita dai botti. «Ma secondo voi è tollerabile e possibile una cosa del genere?».
Le parole di Dell’Omodarme trovano riscontro in quelle di altri, che gli fanno eco.
I commercianti, gli abitanti. Sono tutti concordi nel sottolineare un identico allarme su questa zona ai margini della città.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

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