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Gli agricoltori chiedono lo status di comune montano

Gli agricoltori chiedono lo status di comune montano

MONTIERI. Montieri non è ancora inserito nella specifica classificazione dei comuni montani: se arrivasse, sarebbe un titolo molto importante che permetterebbe al Comune l’accesso a tutta una serie...

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MONTIERI. Montieri non è ancora inserito nella specifica classificazione dei comuni montani: se arrivasse, sarebbe un titolo molto importante che permetterebbe al Comune l’accesso a tutta una serie di finanziamenti del programma per lo sviluppo rurale: darebbe infatti la possibilità di partecipare a bandi per finanziamenti sull’agricoltura e sulla forestazione. È una battaglia, questa, che il sindaco Nicola Verruzzi conduce da tempo e che oggi sembra essere cavalcata anche dalle associazioni di categoria.
È stata infatti Coldiretti a scrivere alla Regione chiedendo di classificare Montieri come Comune montano. In mancanza di tale riconoscimento gli imprenditori agricoli del Comune non possono infatti presentare domanda per finanziamenti previsti dalla Comunità Europea per chi coltiva in montagna. «Io mi sto battendo da quando sono in carica – dice Verruzzi – sono già due volte che il nostro Comune non rientra nel programma di sviluppo rurale e questo penalizza tutti gli operatori agricoli della zona».
Non solo, per alcuni aspetti il Comune risulta essere già classificato come montano: «Per l’Imu agricola il Comune è classificato come montano. E c’è poi una legge che risale agli Anni Cinquanta che di fatto riconosce a Monieri questo titolo – spiega Verruzzi – ma tutto questo non è stato recepito dal Programma di sviluppo rurale (Psr)».
Verruzzi ha scritto alla Regione e l’intervento dell’associazione di categoria porta un’altra voce per la causa: «Finalmente a Firenze si inizia a parlare del problema – continua Verruzzi – Montieri è l’unico comune delle Colline Metallifere che ha tre vette sopra i 1.000 metri, l’agricoltura è montana: coltivare qui comporta non poche difficoltà ed è un danno enorme per il territorio non poter accedere a tutte le risorse che il Psr può mettere a disposizione; per questo ho accolto con grande piacere la presa di posizione della Coldiretti in difesa della nostra campagna». (g.s.)

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