Il Tirreno

Grosseto

Dieci giorni di maxi show 

di Paola Villani
Dieci giorni di maxi show 

Ruffini svela com’è nata la “sua” rassegna «Ero in piazza al mare e spuntò un bimbo..» 

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FOLLONICA. Il Parco Centrale prende vita con il “Follonica summer festival”. Il sogno? Far diventare la rassegna un evento annuale di richiamo nazionale. Il 2017 rappresenta la “data zero”, una prova generale per l’arena spettacoli, spazio all’interno del Parco Centrale di via Massetana, nato proprio con la finalità di ospitare show di grande rilievo e per adesso utilizzato solo una volta l’estate scorsa, quando ospitò una tappa del Radio Stop festival. La scommessa di Follonica è nelle mani di Paolo Ruffini, comico e attore toscano di fama nazionale: Ruffini infatti non è solo il direttore artistico della manifestazione ma è anche l’organizzatore con la sua agenzia di eventi “Non c’è problema”, che sta seguendo ogni aspetto della rassegna.
È una scommessa non solo per Follonica ma anche per l’agenzia di Ruffini appunto, che nel festival ha investito circa 450. 000 euro: gli spettacoli in cartellone sono dieci e andranno in scena da sabato 13 agosto a mercoledì 23 agosto, data conclusiva della rassegna. Una dieci giorni di grandi eventi che dovrebbero richiamare un grande pubblico (si stima circa 20. 000 presenze), così almeno sperano l’amministrazione e gli organizzatori.
Tra Ruffini e il sindaco Andrea Benini c’è un rapporto di amicizia e di unione di intenti che dura dal 2014, quando Benini fu eletto primo cittadino della città del golfo: i due hanno trovato una sintonia molto particolare che ha reso possibile poi la realizzazione del “Follonica summer festival”.
Il comico livornese da tempo frequenta Follonica grazie all’amicizia che lo lega a Silvio Passini, imprenditore locale proprietario anche della discoteca scarlinese Tartana. «Ero in piazza a mare – racconta l’artista – e stavo guardando il palco che avevano appena montato in quell’area pensando a quanti spettacoli sarebbe stato bello farci: ad un certo punto ho visto un bambino che mi veniva incontro, ho pensato vorrà fare un selfie, invece no – scherza il comico che non perde mai la sua verve – era il sindaco. Da lì è iniziata la nostra collaborazione che ci trova concordi sulla necessità di investire nella cultura, che entrambi pensiamo sia un bene primario, come la scuola, la sanità....».
«Il suono dell’ambulanza – motiva ancora Ruffini – non dà fastidio a nessuno, idem dovrebbe essere quello di un concerto. La cultura è la medicina dell’anima ed è giusto investirci del denaro: so che qualcuno dirà, deh – anticipa eventuali critiche Ruffini – potevano tappare quella buca con sti soldi’. Non è così: anche gli eventi sono una necessità. Il nostro festival non è in concorrenza con nessuno: si inserisce nel territorio e la nostra offerta è unica, perché chi viene da noi ha programmi che non ha fatto altrove, proprio per non sovrapporre le proposte».
Ed ecco che il comico parla dell’hashtag che identifica la manifestazione sui social network: «È “unpoperttutti’ e contiene una parola, pop, che mi piace a bestia, perché è un festival adatto a tutti, con spettacoli differenti ma tutti di altissimo livello».
Ruffini parla dell’arena spettacoli come di un «gioiellino», uno spazio che gli è stato affidato e che avrà cura di far vivere con una rassegna che nelle sue intenzioni e in quelle del Comune vuole diventare un festival nazionale di grande richiamo, proprio come quello di Lucca. Dieci giorni in cui l’amministrazione spera che la ricaduta economica si faccia sentire su tutta la città: Ruffini ha chiesto agli operatori del settore ricettivo di farsi avanti e prendere contatti, con l’organizzazione perché il lavoro non mancherà in quel periodo.

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