Il Tirreno

Grosseto

Via le strutture, partono le denunce 

di Elisabetta Giorgi
Via le strutture, partono le denunce 

Il Comune fa rimuovere i manufatti, ma tra i commercianti c’è chi farà ricorso al Tar e chi si è già rivolto in Procura

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Il Comune fa smantellare i gazebo e partono le prime denunce dei commercianti. Il titolare dell’Osteria del Mare ha presentato ieri denuncia in Procura, quello del Fuoriporta farà ricorso al Tar. Continua così, a Grosseto, la guerra dei gazebo, che vede spaccato il mondo del commercio tra chi “obbedisce” all’ente locale aspettando fiducioso le nuove concessioni amministrative e chi resiste perché, smantellando il gazebo, vedrebbe crollare la propria attività.
Hanno deciso di far ricorso al Tar di Firenze i titolari del Fuoriporta, storico locale di piazza de Maria che è esso stesso, per sua natura, un gazebo. «Tolto quello - dicono loro - per forza di cose dovremo chiudere» proprio in quanto l’attività coincide in toto col manufatto. Gli imprenditori proveranno così a opporsi all’ente locale imboccando la via della giustizia amministrativa, convinti che smontare la struttura significherebbe per loro calare le saracinesche per sempre.
L’iter comunale. Com’è noto il Comune sta portando avanti il suo percorso – come ha spiegato più volte – per riportare l’annosa questione dei gazebo (strutture esterne a servizio delle attività commerciali) «nel solco della legalità. Un percorso iniziato il 20 settembre scorso e tuttora in essere, per rimuovere le illegalità normative e le discrasie regolamentari che il centrosinistra aveva creato esponendo i commercianti a gravissime ripercussioni amministrative e penali», spiegava l’ente un paio di mesi fa. Un percorso fatto a tappe che vedono ora nella rimozione dei gazebo – in attesa di una procedura a evidenza pubblica che assegnerà in concessione nuove superfici ai commercianti – uno step obbligato. Alcuni commercianti hanno deciso di rimuovere spontaneamente i gazebo, mentre altri non vogliono saperne.
Il Fuoriporta. Il Fuoriporta, in piazza de Maria, resiste. «Siamo soli contro tutti», scrollano le spalle i titolari che – in un mese – hanno ricevuto ben due lettere dal Comune di Grosseto. Due ultimatum con cui l’ente locale dà – in ognuno – 10 giorni di tempo per rimuovere la struttura. «La prima lettera – dicono gli imprenditori – era datata 4 aprile e dava tempo fino al 14». Poiché nulla si è mosso, il Comune ha spedito una seconda lettera «con cui dà ulteriori 10 giorni di tempo». La scadenza è intorno al 10 maggio. La struttura è sempre in piedi. L’unica.
Perché? «Ci vogliono soldi per smontarla – rispondono dal locale - e noi non li abbiamo né abbiamo una rimessa dove piazzare la struttura. Una volta rimossa dovremo chiudere i battenti». L’impresa si prepara così a ingaggiare la sua battaglia legale contro il Comune, presentando un ricorso al Tar di Firenze per contestare la procedura.
Osteria del mare. Il ristorante Osteria del Mare in via Manin (ex Mercedes Caffè) ha invece rimosso il gazebo circa due settimane fa, mantenendo la pedana esterna senza più i vetri, ma anche qui il titolare ha deciso di andare per vie legali. «Il mio gazebo è sempre esistito ed era regolare - sbotta il titolare Roberto Canella - perché non l’hanno tolto prima se non era regolare? Hanno aspettato che prendessi la gestione io? Io l’ho tolto perché tanto se non l’avessi fatto avrei comunque dovuto pagare una bella botta di multa; ma intanto ho presentato oggi (ieri ndr) una denuncia in Procura contro il Comune tramite il mio legale. C’è una crisi spaventosa, Grosseto è un cimitero: oggi mi è arrivata una raccomandata dal Comune per farmi togliere pure le lampade. A questo punto toglietemi anche la pedana e non se ne parla più. Mi hanno rovinato».
Arcimboldo. Stefano Franceschelli, titolare di Arcimboldo. «Noi due giorni fa abbiamo tolto tutto, ci siamo messi in regola, abbiamo messo ombrelloni e piante e aspettiamo fiduciosi l’assegnazione delle concessioni».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il presidio

Peccioli, scatta la protesta contro l’ossicombustore: «Non siamo la discarica della Toscana»

di Redazione Pontedera