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Rossi: «Fiducioso di rispettare i tempi»
di Enrico Pizzi
Dopo le osservazioni della Regione, Confesercenti è in allarme per i possibili disagi agli imprenditori
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GROSSETO. O la procedura di variante al regolamento urbanistico, approvata per permettere la realizzazione dei gazebo su suolo pubblico dato in concessione, non è stata approvata in modo corretto, o la Regione sta sbagliando a contestarla.
In ogni caso il Comune di Grosseto deve subire un colpo di freno nel percorso finalizzato alla pubblicazione del bando che servirà a dare le aree in concessione a bar e ristoranti che vi vogliano realizzare dei gazebo.
La preoccupazione, in tal senso, è stata espressa da Confesercenti.
«Il rischio di un allungamento dei tempi, in merito alla questione dei gazebo – scrive l’associazione – comporterebbe ulteriori disagi agli esercenti».
Il fatto che la Regione abbia contestato la procedura semplificata adottata per la variante al regolamento urbanistico creerà ulteriori problemi, «il timore – afferma Confesercenti – è che, al momento in cui cambierà la stagione, questa situazione possa creare non solo disagi alle imprese, ma incidere sulla loro capacità lavorativa, sulla possibilità di offrire servizi ai clienti e ai turisti, sul reddito degli esercizi commerciali, dei titolari e anche su quello dei loro dipendenti, nonché sulla capacità di assumere».
Per l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi la lettera, arrivata dalla Regione nelle scorse settimane, è stata un fulmine a ciel sereno.
Già la lentezza della pubblicazione della variante nel bollettino ufficiale aveva, comunque, fatto slittare i tempi: la variante è stata pubblicata solo il 19 aprile scorso, dunque non è attuativa fino al 19 maggio.
Ma la Regione ha contestato al Comune il fatto di avere usato una procedura semplificata, perché dalle previsioni della variante «non può essere escluso l’interessamento di beni paesaggistici tutelati» e occorre essere certi che la variante «non abbia per oggetto altro che le previsioni interne al perimetro del territorio urbanizzato».
Contestazioni poco comprensibili secondo Rossi che, in ogni caso, sottolinea che la variante non va a intaccare alcuna area vincolata da un punto di vista paesaggistico.
Sta di fatto che la Regione ha chiesto la documentazione e vuole anche una “conferenza paesaggistica”, la cui data deve essere stabilita, per poter dare un proprio eventuale contributo.
Intanto, se si ipotizzava che il bando per la concessione delle aree fosse pronto per settembre, in modo da andare alle assegnazioni entro l’autunno, il rischio d uno slittamento è reale.
Rossi continua a essere ottimista, gli uffici stanno ancora identificando le aree da mettere a bando, ma l’assessore è convinto che i tempi potranno essere rispettati.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
In ogni caso il Comune di Grosseto deve subire un colpo di freno nel percorso finalizzato alla pubblicazione del bando che servirà a dare le aree in concessione a bar e ristoranti che vi vogliano realizzare dei gazebo.
La preoccupazione, in tal senso, è stata espressa da Confesercenti.
«Il rischio di un allungamento dei tempi, in merito alla questione dei gazebo – scrive l’associazione – comporterebbe ulteriori disagi agli esercenti».
Il fatto che la Regione abbia contestato la procedura semplificata adottata per la variante al regolamento urbanistico creerà ulteriori problemi, «il timore – afferma Confesercenti – è che, al momento in cui cambierà la stagione, questa situazione possa creare non solo disagi alle imprese, ma incidere sulla loro capacità lavorativa, sulla possibilità di offrire servizi ai clienti e ai turisti, sul reddito degli esercizi commerciali, dei titolari e anche su quello dei loro dipendenti, nonché sulla capacità di assumere».
Per l’assessore all’urbanistica Fabrizio Rossi la lettera, arrivata dalla Regione nelle scorse settimane, è stata un fulmine a ciel sereno.
Già la lentezza della pubblicazione della variante nel bollettino ufficiale aveva, comunque, fatto slittare i tempi: la variante è stata pubblicata solo il 19 aprile scorso, dunque non è attuativa fino al 19 maggio.
Ma la Regione ha contestato al Comune il fatto di avere usato una procedura semplificata, perché dalle previsioni della variante «non può essere escluso l’interessamento di beni paesaggistici tutelati» e occorre essere certi che la variante «non abbia per oggetto altro che le previsioni interne al perimetro del territorio urbanizzato».
Contestazioni poco comprensibili secondo Rossi che, in ogni caso, sottolinea che la variante non va a intaccare alcuna area vincolata da un punto di vista paesaggistico.
Sta di fatto che la Regione ha chiesto la documentazione e vuole anche una “conferenza paesaggistica”, la cui data deve essere stabilita, per poter dare un proprio eventuale contributo.
Intanto, se si ipotizzava che il bando per la concessione delle aree fosse pronto per settembre, in modo da andare alle assegnazioni entro l’autunno, il rischio d uno slittamento è reale.
Rossi continua a essere ottimista, gli uffici stanno ancora identificando le aree da mettere a bando, ma l’assessore è convinto che i tempi potranno essere rispettati.
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