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Dai bus per l’Expo al capolinea: la storia della costola di Rama
di Gabriele Baldanzi
I due soci privati hanno scelto Industria Italiana Autobus Tiemme non ha voluto entrare nella partita delle società
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GROSSETO. La società a responsabilità limitata Elife, per la Camera di commercio di Grosseto costituitasi il 13 luglio del 2012 (ma in realtà operativa dal 2009, come costola di Rama Spa), è a fine corsa: le perdite, ormai, erodono il capitale sociale.
Negli ultimi mesi i due soci privati – la Prosperibus di Arezzo (dealer di Breda-Menarini, azienda specializzata in servizi di assistenza post-vendita) e la Rampini Carlo spa di Perugia (costruttore di mini bus elettrici per i centri storici) – hanno preso un’altra strada, attratti dal progetto di Industria Italiana Autobus e dall’acquisizione del pacchetto azionario della Breda-Menarini (storico marchio italiano nella costruzione di autobus, già proprietà di Finmeccanica) e manifestando, nei fatti, il loro disinteresse a proseguire l’esperienza in Maremma con Elife. Il disimpegno dei due partner privati ha comportato l’impossibilità per l’azienda a partecipare ai sempre più frequenti bandi di gara da parte delle municipalizzate italiane ed europee.
Di contro il partner Rama mostra problemi finanziari e patrimoniali enormi, che ne minacciano la sopravvivenza.
L’antefatto. Otto anni fa – grazie al contatto creato dai fratelli grossetani Massimo e Michele Nencioni – gli amministratori della società di trasporto pubblico locale della provincia di Grosseto incontrano, per la prima volta, in Cina, i dirigenti di due aziende impegnate in un progetto di sviluppo di autobus elettrici urbani da 12 metri.
Le aziende cinesi (una costruttrice di bus l’altra di motori elettrici e batterie) presentano i loro bus a Shanghai Expo 2010, dove forniscono i mezzi per il trasporto dei visitatori. In quell’occasione tra Rama e le due società cinesi venne siglato (alla presenza del Governatore della Toscana Enrico Rossi, del presidente della Provincia Leonardo Marras e dell’allora vice-presidente di Assoindustria Antonella Mansi) uncooperation frame agreement per lo sviluppo e la realizzazione di un prototipo con i requisiti normativi e commerciali europei da poter essere omologato e commercializzato in Italia e poi in Europa.
Ci sarà anche la fattiva collaborazione di Breda-Menarini (Finmeccanica).
Il prototipo. Nella primavera del 2012 – due anni dopo la firma dell’accordo in Cina – ultimato e omologato il prototipo, viene firmato da Rama un contratto di produzione e di distribuzione in esclusiva su tutto il continente europeo dei mezzi che verranno prodotti negli anni a venire: autobus 12 metri, ma anche minibus e tutta una gamma di veicoli per le pubbliche utenze urbane, spazzatrici per strade, compattatori di rifiuti, etc.
Rama, intanto, importa e immatricola il primo bus di 12 metri, che circola ancora per le strade urbane di Grosseto. Subito dopo i vertici, guidati da Marco Simiani, decidono di conferire il contratto siglato (nonché la titolarità delle omologazioni e delle certificazioni) in una società-veicolo di nuova costituzione denominata E-life srl.
I soci E-Life. Ma l’indicazione dei soci pubblici di Rama è molto chiara: la società di trasporti è a corto di ossigeno, conta già 8 milioni di indebitamento e paga migliaia di euro al giorno di interessi alle banche; di conseguenza deve disimpegnarsi gradualmente da questa nuova attività imprenditoriale, coinvolgendo soci privati. Prosperibus entra nel capitale sociale di Elife nel 2013, Stefano Rampini (a livello personale) nella primavera del 2015.
L’Expo: fiasco o successo? Tra il 2014 e il 2015 Elife sottoscrive un accordo con il colosso dei trasporti anglo-tedesco Arriva Company, che, volendo sbarcare in Italia, si è appena aggiudicato la fornitura di servizi per l’Expo di Milano.
Proprio in base a questa intesa, Arriva utilizzerà per i sei mesi della manifestazione due autobus elettrici grossetani, di proprietà Elife. È un ulteriore investimento che, nelle intenzioni dei vertici della società, dovrebbe rivelarsi decisivo. Ma così non è.
Gli autobus – è vero – superano il test sulle strade di Milano, ma Arriva non chiude: decide di tenerli ancora in locazione per valutarne pregi e difetti. A distanza di un anno i test sarebbero ancora in corso di effettuazione, a Trieste, con il coinvolgimento dei tecnici delle due aziende cinesi.
Nel frattempo, però, è mancato il supporto diretto di Elife e Arriva più di una volta ha lamentato l’assenza di Elife, titolare del contratto di locazione, ma poi non in grado di seguire test e sviluppo.
E Tiemme? Tiemme, purtroppo o per fortuna, si è totalmente disimpegnata da ogni tipo di attività di sviluppo di Elife, nonostante sia il socio di maggioranza di Rama, che a sua volta detiene tutt’ora una partecipazione in Elife intorno al 23 per cento del capitale.
Tiemme, in realtà, avrebbe potuto svolgere sia un ruolo di tester (come ha poi fatto Arriva), sia di sostegno fattivo all’iniziativa (come socio di Rama), ma non ha ritenuto di acquistare e utilizzare altri bus. Qui ci sarebbe da aprire una pagina interessante e delicata riguardo agli equilibri geopolitici all’interno del cda di Tiemme, con la predominanza di Siena su Grosseto, di Roncucci su Simiani.
Basti pensare che a Siena oggi girano due minibus elettrici acquistati dalla Rampini, dopo che era stato rifiutato a Grosseto il ruolo di tester di area vasta (se si esclude il bus prototipo).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Negli ultimi mesi i due soci privati – la Prosperibus di Arezzo (dealer di Breda-Menarini, azienda specializzata in servizi di assistenza post-vendita) e la Rampini Carlo spa di Perugia (costruttore di mini bus elettrici per i centri storici) – hanno preso un’altra strada, attratti dal progetto di Industria Italiana Autobus e dall’acquisizione del pacchetto azionario della Breda-Menarini (storico marchio italiano nella costruzione di autobus, già proprietà di Finmeccanica) e manifestando, nei fatti, il loro disinteresse a proseguire l’esperienza in Maremma con Elife. Il disimpegno dei due partner privati ha comportato l’impossibilità per l’azienda a partecipare ai sempre più frequenti bandi di gara da parte delle municipalizzate italiane ed europee.
Di contro il partner Rama mostra problemi finanziari e patrimoniali enormi, che ne minacciano la sopravvivenza.
L’antefatto. Otto anni fa – grazie al contatto creato dai fratelli grossetani Massimo e Michele Nencioni – gli amministratori della società di trasporto pubblico locale della provincia di Grosseto incontrano, per la prima volta, in Cina, i dirigenti di due aziende impegnate in un progetto di sviluppo di autobus elettrici urbani da 12 metri.
Le aziende cinesi (una costruttrice di bus l’altra di motori elettrici e batterie) presentano i loro bus a Shanghai Expo 2010, dove forniscono i mezzi per il trasporto dei visitatori. In quell’occasione tra Rama e le due società cinesi venne siglato (alla presenza del Governatore della Toscana Enrico Rossi, del presidente della Provincia Leonardo Marras e dell’allora vice-presidente di Assoindustria Antonella Mansi) uncooperation frame agreement per lo sviluppo e la realizzazione di un prototipo con i requisiti normativi e commerciali europei da poter essere omologato e commercializzato in Italia e poi in Europa.
Ci sarà anche la fattiva collaborazione di Breda-Menarini (Finmeccanica).
Il prototipo. Nella primavera del 2012 – due anni dopo la firma dell’accordo in Cina – ultimato e omologato il prototipo, viene firmato da Rama un contratto di produzione e di distribuzione in esclusiva su tutto il continente europeo dei mezzi che verranno prodotti negli anni a venire: autobus 12 metri, ma anche minibus e tutta una gamma di veicoli per le pubbliche utenze urbane, spazzatrici per strade, compattatori di rifiuti, etc.
Rama, intanto, importa e immatricola il primo bus di 12 metri, che circola ancora per le strade urbane di Grosseto. Subito dopo i vertici, guidati da Marco Simiani, decidono di conferire il contratto siglato (nonché la titolarità delle omologazioni e delle certificazioni) in una società-veicolo di nuova costituzione denominata E-life srl.
I soci E-Life. Ma l’indicazione dei soci pubblici di Rama è molto chiara: la società di trasporti è a corto di ossigeno, conta già 8 milioni di indebitamento e paga migliaia di euro al giorno di interessi alle banche; di conseguenza deve disimpegnarsi gradualmente da questa nuova attività imprenditoriale, coinvolgendo soci privati. Prosperibus entra nel capitale sociale di Elife nel 2013, Stefano Rampini (a livello personale) nella primavera del 2015.
L’Expo: fiasco o successo? Tra il 2014 e il 2015 Elife sottoscrive un accordo con il colosso dei trasporti anglo-tedesco Arriva Company, che, volendo sbarcare in Italia, si è appena aggiudicato la fornitura di servizi per l’Expo di Milano.
Proprio in base a questa intesa, Arriva utilizzerà per i sei mesi della manifestazione due autobus elettrici grossetani, di proprietà Elife. È un ulteriore investimento che, nelle intenzioni dei vertici della società, dovrebbe rivelarsi decisivo. Ma così non è.
Gli autobus – è vero – superano il test sulle strade di Milano, ma Arriva non chiude: decide di tenerli ancora in locazione per valutarne pregi e difetti. A distanza di un anno i test sarebbero ancora in corso di effettuazione, a Trieste, con il coinvolgimento dei tecnici delle due aziende cinesi.
Nel frattempo, però, è mancato il supporto diretto di Elife e Arriva più di una volta ha lamentato l’assenza di Elife, titolare del contratto di locazione, ma poi non in grado di seguire test e sviluppo.
E Tiemme? Tiemme, purtroppo o per fortuna, si è totalmente disimpegnata da ogni tipo di attività di sviluppo di Elife, nonostante sia il socio di maggioranza di Rama, che a sua volta detiene tutt’ora una partecipazione in Elife intorno al 23 per cento del capitale.
Tiemme, in realtà, avrebbe potuto svolgere sia un ruolo di tester (come ha poi fatto Arriva), sia di sostegno fattivo all’iniziativa (come socio di Rama), ma non ha ritenuto di acquistare e utilizzare altri bus. Qui ci sarebbe da aprire una pagina interessante e delicata riguardo agli equilibri geopolitici all’interno del cda di Tiemme, con la predominanza di Siena su Grosseto, di Roncucci su Simiani.
Basti pensare che a Siena oggi girano due minibus elettrici acquistati dalla Rampini, dopo che era stato rifiutato a Grosseto il ruolo di tester di area vasta (se si esclude il bus prototipo).
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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