Il Tirreno

Grosseto

arresto convalidato 

Tradito dai pantaloni strappati 

Tradito dai pantaloni strappati 

L’uomo è stato fermato dopo aver tentato di entrare in una casa

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GROSSETO. A tradirlo sono stati i pantaloni strappati, notati subito dai carabinieri che lo hanno fermato. Aveva saltato la staccionata di un’abitazione in via degli Aiali a Roselle quando la stoffa è rimasta attaccata a un ferro, probabilmente. Era lì per tentare di entrare nell’appartamento e svaligiarlo ma è stato sorpreso da un vicino che ha dato l’allarme. Ed è stato arrestato.
Clei Cavazza, 40 anni, resterà in carcere. Difeso dall’avvocato Riccardo Lottini, l’uomo ha scelto di rispondere alle domande del giudice per le indagini preliminari Sergio Compagnucci. Ha ammesso le proprie responsabilità anche perché, negarle, non sarebbe stato facilissimo.
Tutto è successo domenica sera quando Cavazza è arrivato in sella alla sua bicicletta in via degli Aiali, a Roselle, poco lontano da casa sua dove il giudice gli aveva già applicato l’obbligo di dimora. Clei Cavazza è uno degli appartenenti alla famiglia sinti Alasia che ha una villa in via dei Laghi. Il quarantenne stava armeggiando con un grosso bastone alla finestra del bagno al pianterreno dell’appartamento di una donna quando un vicino ha sentito il rumore e si è affacciato alla finestra. Ha cominciato a gridargli contro, è uscito da casa e lo ha rincorso. Cavazza, per fuggire, ha saltato il cancello di legno ed è scappato in sella alla sua bicicletta.
Il vicino della donna, alla quale è stata spaccata la grata installata sulla finestra del bagno, ha chiamato i carabinieri e a Roselle sono arrivati i militari della stazione di Braccagni che hanno notato i pantaloni strappati. Il lembo di stoffa lo hanno trovato attaccato alla staccionata. Il giudice non ha ritenuto di concedere gli arresti domiciliari a Clei Cavazza, che è tuttora rinchiuso nel carcere di via Saffi: sarebbe stato impossibile farlo, secondo Compagnucci, perché l’uomo abita in una casa abusiva che dovrebbe essere acquisita gratuitamente al patrimonio del Comune. Non ha un’abitazione propria, insomma e per questo il giudice non ha accolto la richiesta del suo difensore.
Francesca Gori

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