Il Tirreno

Grosseto

Tre offerte per aprire Le Dune 

di Paola Villani
Tre offerte per aprire Le Dune 

Le domande per la gestione della spiaggia ci sono ma il Comune deve ancora valutare gli atti

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FOLLONICA. Tre domande per avere in concessione la spiaggia Le Dune, ma ancora non è dato sapere se il procedimento andrà a buon fine e lo stabilimento aprirà nel corso dell’estate.
La spada di Damocle c’è e, nonostante le bocche siano cucite, è chiaro che aver ricevuto la visita della Procura in municipio per reperire atti, documenti e altro, proprio su quel tratto di litorale, non permette adesso di portare a termine il procedimento senza preoccupazioni.
Ieri pomeriggio nella sala della minoranza del municipio del golfo si è tenuta una riunione della quarta commissione consiliare, affinché il sindaco Andrea Benini potesse dare chiarimenti sul blitz avvenuto due settimane fa a palazzo comunale, quando, più di dieci militari delle Fiamme gialle hanno rovistato tra documenti e verbali e sequestrato memorie dei pc: al centro dell’interesse della Procura la spiaggia Le Dune, anche se ancora non è chiaro precisamente quale aspetto della lunga vicenda che ha interessato quello spazio sia alla base dell’inchiesta.
Per adesso non ci sono avvisi di garanzia, quindi non ci sono comunicazioni ufficiali su quanto accaduto o su cosa stanno cercando di far luce i militari. Si tratta del passato delle Dune o del presente? Domande che ieri dalla minoranza sono arrivate direttamente al sindaco Andrea Benini, che ha ribadito più e più volte che anche lui non sa i dettagli della vicenda e che c’è in corso una inchiesta degli organi preposti e quindi è di rigore il riserbo totale. Lo ha detto il primo cittadino ma lo ha dichiarato in apertura della riunione pure il presidente della commissione, il capogruppo Pd, Domenico Gesuè Ariganello. «Era giusto fare questo incontro ma vi chiedo di mantenere alto il senso di responsabilità, visto che si tratta di una indagine e quindi necessita di riserbo». Non solo: Ariganello ha sostenuto che la vicenda ha avuto un clamore eccessivo perché episodi del genere nei Comuni sono normali. «Ma, non credo che la presenza di dieci militari e di un procuratore sia sintomo di normalità – ha ribadito Agostino Ottaviani, capogruppo di Fratelli d’Italia iniziando poi a fare diverse domande a Benini – Il bando sulla spiaggia andrà avanti? Quante domande per la concessione sono arrivate? E questa estate sarà aperto lo stabilimento o no?». «Gli uffici stanno lavorando per capire le modalità con cui procedere – ha detto Benini – e non so cosa accadrà questa estate: non posso dire nulla adesso perché neppure io so più di questo. Gli interessati alla concessione prima della pubblicazione dell’avviso erano due, penso, ma non ne sono sicuro, che sia arrivata una terza richiesta prima della scadenza». Tiziano Gianfaldoni, del Movimento 5 Stelle, ha sottolineato come a seguito del blitz, il suo gruppo aveva chiesto un incontro tra i capigruppo e non una commissione come quella di ieri, proprio per tutelare le indagini in corso. «Ma senza la nostra richiesta la maggioranza avrebbe pensato ad informarci? Non è si è convocata la commissione per aggirare il problema? », ha detto Gianfaldoni.

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