Il Tirreno

Grosseto

Svolta rifiuti: prima li pesi, poi li butti 

di Enrico Pizzi
Svolta rifiuti: prima li pesi, poi li butti 

Il Comune presenta il nuovo metodo di raccolta differenziata. Il progetto passa ora ad Ato e Sei Toscana per l’approvazione

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GROSSETO. Il sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna non esita a parlare di rivoluzione del ciclo dei rifiuti. L’assessora all’ambiente Simona Petrucci parla di piano ambizioso, ma dice anche di avere le idee molto chiare.
Si parla di novità importanti sia per quanto riguarda la pulizia delle strade – con la reintroduzione del divieto di sosta nei giorni stabiliti per il passaggio della spazzatrice – sia per quanto riguarda la raccolta differenziata dei rifiuti, con l’abolizione del porta a porta e l’introduzione dei cassonetti “intelligenti”. Intanto l’ufficio ambiente ha lavorato, nei mesi scorsi, per la revisione delle linee guida del contratto di servizio che lega il Comune a Sei Toscana.
«Avevamo delle linee guida di massima – ha detto Petrucci – e abbiamo fatto in modo che fossero, invece, di dettaglio». Il documento è stato consegnato all’Ato Toscana Sud che lo ha girato al gestore del ciclo dei rifiuti, Sei Toscana. L’amministrazione comunale si aspetta che le richieste vengano accolte senza tentennamenti.
«Questo documento – spiega il sindaco – è un primo passo concreto per quella che non esitiamo a definire come una vera e propria rivoluzione del ciclo dei rifiuti. Fin dal nostro insediamento puntiamo al miglioramento del servizio nonché all’abbassamento della tariffa che già abbiamo potuto realizzare questo anno. L’obiettivo è anche quello di raggiungere il traguardo obbligato del 70 per cento di raccolta differenziata entro il 2020 fissata dall’Ue».
Per quanto riguarda la raccolta dei rifiuti, i tecnici dell’ufficio ambiente e la stessa assessora sono andati a vedere, anche fuori dalla Toscana, i metodi e le tecnologie utilizzate e hanno scelto di introdurre un sistema di prossimità stradale costituito da stazioni ecologiche informatizzate, formate da tutti i cassonetti necessari per la differenziata, ma di dimensioni più ridotte, in grado di servire circa 150 persone. Accanto ci sarà una grande bilancia, con uno schermo, un’apparecchiatura analoga a quella che si trova nei supermercati per pesare frutta e verdura. Il cittadino non dovrà fare altro che avvicinarsi, identificarsi con una tessera, pesare il rifiuto, selezionare la tipologia e attaccare sulla busta lo scontrino, con tanto di codice a barre, che la macchina nel frattempo, avrà stampato. Poi si aprirà, automaticamente, il cassonetto relativo alla tipologia di rifiuti da gettare, e l’operazione sarà completata.
Il sistema dovrebbe partire, innanzitutto, nei quartieri dove già avviene il porta a porta, il cui costo, quasi 2 milioni di euro, non solo non sembra essere giustificato dai risultati, ma potrebbe essere ridotto di poco meno della metà, portando la raccolta differenziata a circa il 90%.
In sostanza, da quello che sembra di capire, sarebbe un miglioramento delle prestazioni che verrebbe raggiunto almeno a costo invariato, se non con una riduzione dei costi, considerando anche il fatto che si ridurrebbe sensibilmente la quantità di rifiuti da smaltire in discarica, con costi decisamente più elevati rispetto allo smaltimento dei rifiuti differenziati.
«È di sicuro un piano ambizioso ma abbiamo le idee molto chiare – dice Petrucci – puntiamo alla riduzione della produzione dei rifiuti, al miglioramento qualitativo e quantitativo della raccolta differenziata, all’uso di prodotti realizzati con materie prime seconde, all’incentivazione del compostaggio domestico. Sicuramente saremo anche impegnati in una campagna di educazione ambientale e di una maggiore attività di controllo sul territorio per la prevenzione dei reati ambientali».

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