Il Tirreno

Grosseto

consorzio bonifica  

«Ombrone, i lavori sono necessari per la sicurezza»

GROSSETO. Né esagerati, tanto meno invasivi, ma assolutamente necessari. Il Consorzio Bonifica replica alle associazioni Uisp, Terramare, Legambiente, Federcaccia, Sos animali onlus e Comitato...

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Né esagerati, tanto meno invasivi, ma assolutamente necessari. Il Consorzio Bonifica replica alle associazioni Uisp, Terramare, Legambiente, Federcaccia, Sos animali onlus e Comitato Buonconvento che ieri hanno criticato i lavori che il Consorzio sta eseguendo lungo l’Ombrone, vicino al Ponte dei Francesi.
I lavori (Perizia 75) prevedono movimentazione di materiale d’alveo, difese spondali e ripristino sezioni di deflusso in località Fiume Morto (Ponte dei Francesi) vicino Grancia. «Si tratta di lavori progettati dal Consorzio Bonifica 6 Toscana Sud e condivisi dalla Regione Toscana (ufficio del Genio Civile di Grosseto), che ne finanzia la spesa – dice il Consorzio – al fine di recuperare una lunga tratta di sponda che a seguito di erosioni era stata compromessa, andando a mettere in pericolo il ponte che da Grancia collega la sponda destra del fiume in direzione di Grosseto».
La spalla destra del ponte era stata scalzata dall’alluvione del 2012 e la zona era stata erosa dalle piene che avevano completamente estirpato, eradicandole tutte le piante per un tratto di 160 metri della sponda destra.
Questa, dice il Consorzio, «all’inizio dei lavori risultava una landa pietrosa e sabbiosa, del tutto indifesa dall’azione erosiva delle piene che, a causa di sedimenti in alveo, ricevevano una marcata deviazione, verso la sponda stessa. Pertanto la realizzazione di una scogliera in massi ciclopici, la rimodellazione dell’alveo dai sedimenti e la loro sistemazione nella sponda, al fine di ricostituire la stessa, è l’unico modo che, con comprovata efficacia (vedi interventi analoghi a La Steccaia), poteva risolvere la situazione, accelerando la rinaturalizzazione delle sponde e la loro stabilizzazione, difendendole dall’impeto erosivo del fiume». «Certe critiche – commenta il presidente del Consorzio, Fabio Bellacchi – appaiono ingiuste e infondate, a fronte di una soluzione tecnica a nostro avviso ineccepibile. Tanto che a tal proposito era stata acquisito il parere favorevole in conferenza dei servizi, sin dal 29 agosto dello scorso anno».
La portata del fiume in stato di piena, aggiunge il presidente, raggiunge talvolta i 2300 metri cubi al secondo «ben oltre quella con la quale le associazioni vivono e fanno vivere il fiume, con escursioni in canoa e quant’altro. Iniziative lodevoli, ma che interessano l’Ombrone in un momento in cui non si riesce a coglierne l’estrema pericolosità. Fiume Ombrone che è senz’altro amico, ma che, se trascurato, può trasformarsi in un nemico acerrimo e devastante, come purtroppo ben sappiamo. Ci pare così ingeneroso, definire invasivo, un intervento mirato su un tratto di 160 metri, su un totale 14 chilometri».
Sul Contratto di fiume, il Consorzio si dice «più che disponibile» a partecipare al progetto «ma – aggiunge Bellacchi – non ci pare che raccontare cose non esatte sia il modo più corretto di agire e chiedere la nostra collaborazione».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Meteo

Maltempo in Toscana, scatta l’allerta gialla: temporali forti, vento e grandine – Ecco dove

di Redazione web