Il Tirreno

Grosseto

Tanti in piazza a cantare “Bella ciao” 

di Sara Landi
Tanti in piazza a cantare “Bella ciao” 

Grande partecipazione alla celebrazione ufficiale. Il sindaco non cita il fascismo: «L’epoca della contrapposizione è finita»

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GROSSETO. Forse stimolata dalle polemiche degli ultimi mesi, legate in particolare allo sbarco di CasaPound in città, una grande partecipazione popolare ha contrassegnato ieri la celebrazione del 72º anniversario della Liberazione dal nazifascismo a Grosseto.
La manifestazione è cominciata in anticipo rispetto agli orari ormai abituali per consentire lo svolgimento di un evento “privato” programmato proprio ieri in piazza Dante a mezzogiorno, la presentazione di un nuovo modello di una casa automobilistica.
Prima sosta al parco della Rimembranza sulle Mura dove la prefetta Cinzia Torraco ha reso gli omaggi ai caduti di fronte a un picchetto interforze. Dopo l’inno di Mameli, la deposizione della corona al monumento ai caduti e l’alzabandiera, un fuoriprogramma: i partecipanti al corteo hanno scandito a gran voce la parola “pace” e intonato tutti insieme il canto dei partigiani, Bella ciao. Poi il corteo ha attraversato corso Carducci e raggiunto piazza Dante per il momento clou: gli interventi ufficiali del sindaco di Grosseto Antonfrancesco Vivarelli Colonna, di Carlo Ghezzi dell’Anpi nazionale e di Francesca Lanza in rappresentanza della Rete degli studenti medi di Grosseto. C’era grande attesa in piazza per il discorso del sindaco che, come già successo di recente a Maiano Lavacchio per la commemorazione della strage dei Martiri d’Istia, ha tenuto un discorso di alti valori senza però parlare mai esplicitamente né di fascismo né di dittatura. «Il 25 aprile — ha detto Vivarelli Colonna — è uno di quegli avvenimenti che devono essere guardati da tutti con rispetto. E oggi, a distanza di così tanti anni, è finalmente possibile leggere tutte le sfumature di avvenimenti che hanno segnato in modo indelebile il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro. Tragedie troppo a lungo fatte oggetto di bassa politica. Il 25 aprile non ha colore. È la festa di ognuno di noi. Come sindaco e come uomo vivo questa ricorrenza senza lacci e lacciuoli dettati da un approccio ideologico che reputo, oggi, sbagliato, vecchio, superato. Un modo di vedere le cose che non mi appartiene, fatto di accuse, imprecisioni, toni beceri». Il sindaco di Grosseto ha parlato anche del bisogno di una memoria condivisa: «Credo sia quanto mai necessario giungere a una memoria condivisa, una memoria che rispetti i fatti storici e li analizzi con pacatezza, distacco, equilibrio. Non una festa di parte, né un’occasione di odio, scherno. L’epoca della contrapposizione permanente è conclusa».
L’ala destra della maggioranza ovviamente ieri non era in piazza, ma ha affidato il suo pensiero a Facebook. Il consigliere comunale Bruno Ceccherini ha postato un’immagine del tricolore con la scritta “25 aprile. Solo in Italia si festeggia una sconfitta”, mentre Pasquale Virciglio ha puntato sul bisogno di riconciliazione nazionale. «In un giorno così solenne — ha scritto Virciglio — noi nuove generazioni dovremmo, per noi e per i nostri figli, dire basta alle trincee ideologiche e tutti insieme, destra e sinistra, dovremmo lottare per passare da una ricorrenza triste a una reale “Riconciliazione Nazionale” che rimargini le ferite che le parti in lotta si sono reciprocamente inflitte».
Dopo il sindaco ha preso la parola Carlo Ghezzi. Ghezzi ha ripercorso le tappe del ventennio e della Resistenza e sollecitato le istituzioni a livello centrale e locale ad attivarsi contro l’attuale fiorire di movimenti e organizzazioni neofasciste, passaggio questo che ha riscosso uno degli applausi più forti di tutta la giornata.
La studentessa Francesca Lanza ha infine chiuso la manifestazione ricordando che “l’antifascismo non è un’idea ma un dovere morale” e parlando tra le altre cose della partecipazione del movimento studentesco grossetano al progetto regionale “Manifesto dello studente antifascista” voluto dalla Rete degli studenti medi della Toscana insieme allo Spi Cgil Toscana contro i neofascismi.

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