Il Tirreno

Grosseto

Un’eroina “normale” Norma Parenti in tv 

Palco 9: Irene Paoletti mette in scena la tragica vicenda della giovane massetana uccisa settant’anni fa dai fascisti

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“Norma, storia lirica di un’anima libera” è il lavoro teatrale che Tv9 trasmetterà stasera alle 21 per il ventesimo appuntamento con Palco 9. A pochi giorni dalle celebrazioni del 25 aprile non poteva mancare, nello spazio dedicato al teatro, una pagina su una delle figure più significative della Resistenza, Norma Parenti. Un’opera scritta e diretta da Irene Paoletti che l’ha messa in scena con la sua compagnia, Arts & Crafts.
«Occuparmi della storia di Norma Parenti — racconta Irene Paoletti — è stata un’esperienza fondamentale nel mio percorso professionale di regista a drammaturga, ma anche nella crescita della mia coscienza storica personale. Il lavoro di ricerca è nato da una pulsione interiore di assoluta necessità, come dovrebbe avvenire a ogni artista nella creazione della propria opera».
All’impulso cosa è seguito?
«L’idea della realizzazione dello spettacolo fu immediatamente accolta e sostenuta dall’Associazione del Terziere di Borgo di Massa Marittima, rappresentata da Luciano Bartolozzi, persona assai sensibile alle tematiche storiche, ma anche sociali che hanno segnato il nostro territorio. Grazie a lui cominciai le ricerche, non senza difficoltà, visto che la storia di Norma Parenti era rimasta imbalsamata in un silenzio durato ben settant’anni. Per fortuna ho incontrato anche persone aperte e disponibili a farmi conoscere tanti “segreti” su questa vicenda, come Carlo Groppi, studioso e appassionato di storia e di raccolta di documenti preziosi. Senza la sua condivisione di questi il progetto sarebbe stato impossibile».
Come è stato scrivere questa storia per il teatro?
«Le vicende che via via arrivavo a conoscere hanno affollato la mia testa di immagini e dialoghi, che hanno reso la scrittura un fiume in piena irrefrenabile ed emozionante. Ma il sostegno creativo più importante è stato dato dalla straordinaria opera di Bellini, “Norma”, colonna sonora dello spettacolo, ma anche di tutto il periodo di studio, di scrittura, di prove con gli attori e di tournée nei vari teatri».
Chi l’ha seguita in questa avventura che la vede autrice, regista e interprete nei panni della protagonista?
«Ho riunito, in questo spettacolo, i migliori talenti attoriali professionisti della nostra città: tutti gli attori del Teatro Studio, come Enrica Pistolesi, che porta in scena un’interpretazione straordinaria della madre di Norma, Roma. Anzi, direi che forse è lei la vera protagonista dello spettacolo, perché tutta la storia è rievocata attraverso il suo ricordo della figlia uccisa; oppure la vibrante Daniela Marretti nel ruolo dell’attivista politica e ostetrica; Silvia Schiavoni, che purtroppo non recita più, nonostante il suo talento e la sua intensità, e oggi viene sostituita da Valeria Petri. E poi ci sono i ragazzi: Stefano Stefani, Luca Pierini, Mirio Tozzini, Cosimo Postiglione: per loro vale la pena di spendere qualche parola in più, visto che si sono prestati alla durissima prova attoriale di interpretare quasi contemporaneamente fascisti e partigiani, una prova interessante per qualcuno di loro, spiazzante per altri, professionalmente stimolante in generale».
Lo spettacolo ha debuttato a Massa Marittima nel marzo del 2014. Come ha reaito la popolazione?
«È stato un momento di commozione generale di tutta la comunità che, finalmente, si è riappropriata di una figlia perduta, tra le lacrime dei nipoti, ma soprattutto del figlio di Norma, Alberto Pratelli, che ha assistito alla rievocazione della propria nascita, sul palco, e che, alla fine, dello spettacolo mi ha abbracciato lungamente ringraziandomi. Lo spettacolo ha emozionato tutti, giovani, anziani, amministratori, politici e storiografi, che in quel momento erano accomunati solo ed esclusivamente, al di là del proprio ruolo, dall’emozione suscitata da una storia vera di una ragazza che ha scelto di seguire il proprio cuore a costo della vita».

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