Italia
dopo sette anni
Riconosciuti gli scatti di anzianità
Sentenze a favore dei docenti ricorsisti anche per gli stipendi estivi
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GROSSETO. Dopo sette anni, sta per concludersi con una vittoria la guerra intrapresa da 800 insegnanti precari maremmani — tanti erano alla battaglia della prima ora — contro il ministero. Una dopo l’altra, dal Consiglio di Stato, stanno arrivando sentenze che riconoscono a quei docenti sia un beneficio economico che scatti di anzianità. Andiamo con ordine.
Con il sostegno della Cgil che aveva sposato subito la causa, sette anni fa cinquecento prof precari maremmani avevano deciso di inviare un po’di carte bollate al ministero dell’istruzione. Chiedevano: il riconoscimento del ruolo retroattivo (per chi lo aveva già); il pagamento degli stipendi non percepiti durante i mesi estivi; gli scatti di anzianità non incassati durante gli anno del precariato.
A quello zoccolo duro di insegnanti arrabbiati (e avevano ragione d’esserlo) se ne aggiunsero poi altri: in tutto, con l’appoggio dei tre sindacati confederali, si arrivò a quota 800 “ricorsisti”.
Negli anni — prima ci fu il ricorso al ministero, poi intervenne il Tar, quindi il Consiglio di Stato — in molti hanno gettato la spugna, tant’è che oggi chi può cantare vittoria è in un numero assai inferiore rispetto alle cifre della partenza. «Le sentenze stanno arrivando — dice Stefano Rosini, coordinatore di orgoglioprecario. it — e sono a favore degli insegnanti per il riconoscimento dei mesi estivi e per gli scatti di anzianità».
Buone notizie anche per gli insegnanti precari che “sostano” nelle cosiddette “graduatorie ad esaurimento”: «Rimarranno aperte non verranno eliminate — assicura Rosini — e andranno ad esaurimento. Chi è lì, non deve preoccuparsi: avrà un titolo con valore concorsuale». (g. m.)
Con il sostegno della Cgil che aveva sposato subito la causa, sette anni fa cinquecento prof precari maremmani avevano deciso di inviare un po’di carte bollate al ministero dell’istruzione. Chiedevano: il riconoscimento del ruolo retroattivo (per chi lo aveva già); il pagamento degli stipendi non percepiti durante i mesi estivi; gli scatti di anzianità non incassati durante gli anno del precariato.
A quello zoccolo duro di insegnanti arrabbiati (e avevano ragione d’esserlo) se ne aggiunsero poi altri: in tutto, con l’appoggio dei tre sindacati confederali, si arrivò a quota 800 “ricorsisti”.
Negli anni — prima ci fu il ricorso al ministero, poi intervenne il Tar, quindi il Consiglio di Stato — in molti hanno gettato la spugna, tant’è che oggi chi può cantare vittoria è in un numero assai inferiore rispetto alle cifre della partenza. «Le sentenze stanno arrivando — dice Stefano Rosini, coordinatore di orgoglioprecario. it — e sono a favore degli insegnanti per il riconoscimento dei mesi estivi e per gli scatti di anzianità».
Buone notizie anche per gli insegnanti precari che “sostano” nelle cosiddette “graduatorie ad esaurimento”: «Rimarranno aperte non verranno eliminate — assicura Rosini — e andranno ad esaurimento. Chi è lì, non deve preoccuparsi: avrà un titolo con valore concorsuale». (g. m.)
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