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Il paese saluta commosso il maresciallo Bonavita
SANTA FIORA. C’era tanta gente di Santa Fiora ieri ai funerali di Vincenzo Bonavita, il maresciallo coi baffoni scomparso improvvisamente a 77 anni martedì 18 aprile, mentre stava portando a...
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SANTA FIORA. C’era tanta gente di Santa Fiora ieri ai funerali di Vincenzo Bonavita, il maresciallo coi baffoni scomparso improvvisamente a 77 anni martedì 18 aprile, mentre stava portando a passeggio il suo cane.
Tanta gente, familiari e amici, a ricordare una figura che ha lasciato una traccia nel cuore di ognuno, sia di quelli che nel corso dei circa vent’anni che Bonavita è stato comandante della locale stazione dell’Arma di Santa Fiora hanno avuto bisogno di lui, sia di quelli che lo vedevano tutti i giorni svolgere il suo lavoro ventiquattr’ore al giorno nel borgo amiatino.
Qui, sulle pendici dell’Amiata, Bonavita aveva messo radici e aveva costruito la sua numerosa famiglia, con i tre figli Agostino, Nicola e Giulia, ai quali si è stretta con cordoglio l’intera comunità.
Il parroco don Giacomo Boriolo, durante l’omelia, durante l’omelia il parroco ha ricordato a una comunità commossa, raccolta nella pieve delle terracotte robbiane di Santa Flora e Lucilla, come Bonavita fosse legato a Santa Fiora (dove per tanti anni aveva vissuto) da un senso di appartenenza e di affetto.
Anche il sindaco Federico Balocchi, che con altri membri del consiglio comunale e della giunta ha partecipato alle esequie di Vincenzo Bonavita, ne ha un ricordo assai affettuoso.
«Era un carabiniere che faceva il suo lavoro giorno e notte – dice il primo cittadino – con un legame forte con la popolazione. Lo rammento fin da quando ero ragazzo, inconfondibile sotto i suoi baffi che lo facevano sembrare una vera istituzione. E in effetti lo era, lui maresciallo storico santafiorese che non lesinava consigli e lavate di testa quando ce n’era bisogno e che sapeva intervenire ora burbero ora con battute simpatiche laddove ce n’era necessità Non lo dimenticheremo».
Fiora Bonelli
Tanta gente, familiari e amici, a ricordare una figura che ha lasciato una traccia nel cuore di ognuno, sia di quelli che nel corso dei circa vent’anni che Bonavita è stato comandante della locale stazione dell’Arma di Santa Fiora hanno avuto bisogno di lui, sia di quelli che lo vedevano tutti i giorni svolgere il suo lavoro ventiquattr’ore al giorno nel borgo amiatino.
Qui, sulle pendici dell’Amiata, Bonavita aveva messo radici e aveva costruito la sua numerosa famiglia, con i tre figli Agostino, Nicola e Giulia, ai quali si è stretta con cordoglio l’intera comunità.
Il parroco don Giacomo Boriolo, durante l’omelia, durante l’omelia il parroco ha ricordato a una comunità commossa, raccolta nella pieve delle terracotte robbiane di Santa Flora e Lucilla, come Bonavita fosse legato a Santa Fiora (dove per tanti anni aveva vissuto) da un senso di appartenenza e di affetto.
Anche il sindaco Federico Balocchi, che con altri membri del consiglio comunale e della giunta ha partecipato alle esequie di Vincenzo Bonavita, ne ha un ricordo assai affettuoso.
«Era un carabiniere che faceva il suo lavoro giorno e notte – dice il primo cittadino – con un legame forte con la popolazione. Lo rammento fin da quando ero ragazzo, inconfondibile sotto i suoi baffi che lo facevano sembrare una vera istituzione. E in effetti lo era, lui maresciallo storico santafiorese che non lesinava consigli e lavate di testa quando ce n’era bisogno e che sapeva intervenire ora burbero ora con battute simpatiche laddove ce n’era necessità Non lo dimenticheremo».
Fiora Bonelli
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