Tosap, raffica di sanzioni in arrivo
di Elisabetta Giorgi
Piazza della Palma, la Municipale apre 16 pratiche per violazione suolo pubblico. Contestate anche seggioline per fumare
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Sedici pratiche di accertamento aperte dalla Municipale per violazione della Tosap; 16 multe da 170 euro per altrettanti commercianti di piazza della Palma e altre vie del centro storico che gli agenti hanno controllato al millimetro, per confrontare la corrispondenza o meno tra il suolo pubblico occupato e il tributo pagato.
Nei controlli a tappeto svolti in una mattina (mercoledì 5 aprile) dagli agenti a tavolini, sedie del bar, borse esposte fuori dal negozio, la Municipale ha scovato parecchie irregolarità ma non sono sfuggiti casi che hanno fatto infuriare i diretti interessati.
Per citarne alcuni: l’evasione della Tosap è stata contestata anche a un commerciante che sta chiudendo l’attività perché non ce la fa più (intervista in basso); a una negoziante che aveva messo alcune seggioline fuori dal negozio per fumare. E a un barista che aveva prestato il tavolo alla collega a fianco: gli agenti hanno misurato la Tosap fino a lei. Sono state riscontrate irregolarità pure in un cartello di chiusura attività.
I verbali non sono ancora arrivati ai commercianti, ma potrebbero arrivare a brevissimo: si parla di 16 pratiche che risultano aperte dalla Municipale ma non ancora chiuse, e che stanno facendo il loro corso negli uffici. I commercianti - già gravati da tributi, crisi e microcriminalità dilagante - sono esasperati e vogliono chiedere un incontro al sindaco e agli assessori competenti, per discutere della faccenda e chiedere se vi sia davvero una linea di rilancio del centro. E quale.
Perché se certamente la legge impone rispetto da parte dei cittadini e c’è chi in piazza della Palma ammette d’aver evaso la Tosap (magari perché non riesce a sbarcare il lunario), tutti lamentano un eccesso di rigore chiedendo buonsenso al Comune perché «ci aiuti, non sappiamo come campare». Non manca chi contesterà i verbali ritenendoli ingiusti e sbagliati. Il malumore è alle stelle e gli imprenditori del centro storico si stanno compattando: hanno messo in piedi una chat per informarsi in tempo reale su tutti i guai che li assillano, dal vetro che continua a circolare la sera a dispetto dell’ordinanza sindacale fino agli atti vandalici che devastano le auto o e alle mille difficoltà con cui c’è da combattere ogni giorno.
Emanuele Caselli, direttore del ristorante “Il segreto dei Medici” in piazza della Palma, ha aperto i battenti due mesi fa e gli arriverà un verbale da 170 euro per evasione della Tosap. «Siamo appena arrivati subentrando alla precedente gestione - dice deluso con il Comune - Ci saremmo regolarizzati, non era nostra intenzione evadere. Dico, io: nessun problema se contestate il mancato pagamento della Tosap, ma fateci respirare. Così non ci aiutate, arranchiamo tutti, non lavoriamo. Avremmo bisogno di aiuto invece che di bastonate. È questo il modo di fare? C’è grande malcontento».
Manuela Ciaffarafà del The new 2002 (negozio di abbigliamento in piazza della Palma) ha saputo dai vicini che gli agenti le contestavano alcune seggioline appoggiate al muro (lei quel giorno non c’era). «Io il suolo pubblico lo pago regolarmente – dice infuriata - Non ho un bar ma chiedo lo stesso la Tosap, più che altro per non far sostare le auto davanti alle vetrine. Quelle seggioline erano solo un piccolo appoggio: tra l’altro i turisti lo fotografavano, era un angolo carino. Se così è, il suolo pubblico non lo pago più».
Bruno Mulas, del bar Movida. «Avevo prestato un tavolo alla mia collega a fianco (Manuela, ndr) che me l’aveva chiesto per appoggiarci alcune cose: quando gli agenti sono arrivati il tavolo era sì davanti al suo negozio, ma loro hanno misurato la mia Tosap fin lì e dedotto che io fossi un evasore. Magari bastava interpellarmi per scoprire che sono in regola. Da 9 anni».
Nei controlli a tappeto svolti in una mattina (mercoledì 5 aprile) dagli agenti a tavolini, sedie del bar, borse esposte fuori dal negozio, la Municipale ha scovato parecchie irregolarità ma non sono sfuggiti casi che hanno fatto infuriare i diretti interessati.
Per citarne alcuni: l’evasione della Tosap è stata contestata anche a un commerciante che sta chiudendo l’attività perché non ce la fa più (intervista in basso); a una negoziante che aveva messo alcune seggioline fuori dal negozio per fumare. E a un barista che aveva prestato il tavolo alla collega a fianco: gli agenti hanno misurato la Tosap fino a lei. Sono state riscontrate irregolarità pure in un cartello di chiusura attività.
I verbali non sono ancora arrivati ai commercianti, ma potrebbero arrivare a brevissimo: si parla di 16 pratiche che risultano aperte dalla Municipale ma non ancora chiuse, e che stanno facendo il loro corso negli uffici. I commercianti - già gravati da tributi, crisi e microcriminalità dilagante - sono esasperati e vogliono chiedere un incontro al sindaco e agli assessori competenti, per discutere della faccenda e chiedere se vi sia davvero una linea di rilancio del centro. E quale.
Perché se certamente la legge impone rispetto da parte dei cittadini e c’è chi in piazza della Palma ammette d’aver evaso la Tosap (magari perché non riesce a sbarcare il lunario), tutti lamentano un eccesso di rigore chiedendo buonsenso al Comune perché «ci aiuti, non sappiamo come campare». Non manca chi contesterà i verbali ritenendoli ingiusti e sbagliati. Il malumore è alle stelle e gli imprenditori del centro storico si stanno compattando: hanno messo in piedi una chat per informarsi in tempo reale su tutti i guai che li assillano, dal vetro che continua a circolare la sera a dispetto dell’ordinanza sindacale fino agli atti vandalici che devastano le auto o e alle mille difficoltà con cui c’è da combattere ogni giorno.
Emanuele Caselli, direttore del ristorante “Il segreto dei Medici” in piazza della Palma, ha aperto i battenti due mesi fa e gli arriverà un verbale da 170 euro per evasione della Tosap. «Siamo appena arrivati subentrando alla precedente gestione - dice deluso con il Comune - Ci saremmo regolarizzati, non era nostra intenzione evadere. Dico, io: nessun problema se contestate il mancato pagamento della Tosap, ma fateci respirare. Così non ci aiutate, arranchiamo tutti, non lavoriamo. Avremmo bisogno di aiuto invece che di bastonate. È questo il modo di fare? C’è grande malcontento».
Manuela Ciaffarafà del The new 2002 (negozio di abbigliamento in piazza della Palma) ha saputo dai vicini che gli agenti le contestavano alcune seggioline appoggiate al muro (lei quel giorno non c’era). «Io il suolo pubblico lo pago regolarmente – dice infuriata - Non ho un bar ma chiedo lo stesso la Tosap, più che altro per non far sostare le auto davanti alle vetrine. Quelle seggioline erano solo un piccolo appoggio: tra l’altro i turisti lo fotografavano, era un angolo carino. Se così è, il suolo pubblico non lo pago più».
Bruno Mulas, del bar Movida. «Avevo prestato un tavolo alla mia collega a fianco (Manuela, ndr) che me l’aveva chiesto per appoggiarci alcune cose: quando gli agenti sono arrivati il tavolo era sì davanti al suo negozio, ma loro hanno misurato la mia Tosap fin lì e dedotto che io fossi un evasore. Magari bastava interpellarmi per scoprire che sono in regola. Da 9 anni».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
