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Stop all’autostrada Il giorno dopo si affacciano i dubbi
di Ivana Agostini
Roma non ha fermato l’iter per il progetto Sat E più di qualcuno assicura che non vi è nulla di archiviato
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GROSSETO. Non poteva certo finire così: dopo quarant’anni di colpi di scena e chiacchiere infinite la telenovela del corridoio tirrenico non poteva concludersi in un solo giorno, nelle poche righe di un allegato al documento governativo di programmazione economica. Troppo facile.
E allora ecco che il giorno dopo le clamorose anticipazioni riportate dal Sole 24 Ore (secondo le quali il Governo Gentiloni aveva di fatto stoppato il progetto autostrada per tornare sull’ipotesi di un adeguamento dell’Aurelia a tipologia autostradale), tutto sembra rimettersi in gioco. Lo Stato continua a lavorare — come nulla fosse — con atti ufficiali sul progetto autostrada; gli “esperti” dicono che le parole contenute nel Def vanno interpretate; un parlamentare (l’onorevole Luca Sani, vedi intervista a fianco) assicura che l’autostrada non è per nulla in archivio; mentre le associazioni ambientaliste continuano a esultare per uno stop che ora però non appare più così scontato, in un quadro nel quale l’unica certezza sembra l’incertezza.
Il primo segnale arriva ieri mattina ai sindaci di Grosseto, Orbetello, Monte Argentario e Capalbio: una lettera con la quale la Commissione Lavori pubblici del Senato li invita il 9 maggio a Roma per una audizione informativa «sulle questioni legate ai lavori per l’ampliamento e l’ammodernamento dell’Autostrada Tirrenica». Lo Stato dunque, continua a parlare tranquillamente di autostrada. Come mai?
«Quelle lettere erano già partite prima che uscisse la notizia dello stop», spiega Altero Matteoli, già sindaco di Orbetello e attuale presidente della Commissione Lavori pubblici del Senato. Confessando il suo disorientamento: «Ora — dice — a maggior ragione vogliamo capire se questa è la decisione definitiva del Governo. Se così fosse dovranno spiegare chi paga la messa in sicurezza dell’Aurelia. Sinceramente non ci si capisce nulla».
Già: chi paga la messa in sicurezza dell’Aurelia? I soldi ora ci sono solo per sistemare i lotti da Cecina a Grosseto, come già stabilito. E il resto?
A rendere la vicenda ancor più surreale, ecco sempre dal Governo – nelle scorse ore – la convocazione per il Parco della Maremma: un sopralluogo del ministero dell’ambiente il 2 maggio, per le questioni legate alla Via dei lotti autostradali. Da un lato il presunto stop all’autostrada, dunque, dall’altro continuano i sopralluoghi per eventuali modifiche al progetto autostradale, delle quali si dovrebbe discutere il 19 aprile a Firenze e sulle quali gli enti della Conferenza dei Servizi possono ancora presentare osservazioni, entro il 26 aprile.
Un iter insomma articolato e impegnativo, già ampiamente avviato e che nessuno, per ora, ha pensato di fermare. E proprio questo aspetto, in queste ore, accende ridde di ipotesi e di domande. Davvero, ci si chiede, il Governo è disposto a buttare alle ortiche mesi e mesi di lavoro con le amministrazioni, i progettisti, il commissario, con modifiche del progetto e infinite discussioni? Davvero il Governo rinuncerà all’autostrada, rischiando di dover pagare a Sat una cifra sostanziosa per la mancata realizzazione come stabilisce il protocollo del 2015? E i soldi per l’eventuale adeguamento dell’Aurelia, dove sono?
Probabilmente già tra oggi e domani, quando il Documento economico e finanziario andrà in approvazione, la vicenda avrà contorni più chiari, magari delineati direttamente dal ministro Delrio. In ogni caso la telenovela tirrenica non sembra proprio finita qui.
E allora ecco che il giorno dopo le clamorose anticipazioni riportate dal Sole 24 Ore (secondo le quali il Governo Gentiloni aveva di fatto stoppato il progetto autostrada per tornare sull’ipotesi di un adeguamento dell’Aurelia a tipologia autostradale), tutto sembra rimettersi in gioco. Lo Stato continua a lavorare — come nulla fosse — con atti ufficiali sul progetto autostrada; gli “esperti” dicono che le parole contenute nel Def vanno interpretate; un parlamentare (l’onorevole Luca Sani, vedi intervista a fianco) assicura che l’autostrada non è per nulla in archivio; mentre le associazioni ambientaliste continuano a esultare per uno stop che ora però non appare più così scontato, in un quadro nel quale l’unica certezza sembra l’incertezza.
Il primo segnale arriva ieri mattina ai sindaci di Grosseto, Orbetello, Monte Argentario e Capalbio: una lettera con la quale la Commissione Lavori pubblici del Senato li invita il 9 maggio a Roma per una audizione informativa «sulle questioni legate ai lavori per l’ampliamento e l’ammodernamento dell’Autostrada Tirrenica». Lo Stato dunque, continua a parlare tranquillamente di autostrada. Come mai?
«Quelle lettere erano già partite prima che uscisse la notizia dello stop», spiega Altero Matteoli, già sindaco di Orbetello e attuale presidente della Commissione Lavori pubblici del Senato. Confessando il suo disorientamento: «Ora — dice — a maggior ragione vogliamo capire se questa è la decisione definitiva del Governo. Se così fosse dovranno spiegare chi paga la messa in sicurezza dell’Aurelia. Sinceramente non ci si capisce nulla».
Già: chi paga la messa in sicurezza dell’Aurelia? I soldi ora ci sono solo per sistemare i lotti da Cecina a Grosseto, come già stabilito. E il resto?
A rendere la vicenda ancor più surreale, ecco sempre dal Governo – nelle scorse ore – la convocazione per il Parco della Maremma: un sopralluogo del ministero dell’ambiente il 2 maggio, per le questioni legate alla Via dei lotti autostradali. Da un lato il presunto stop all’autostrada, dunque, dall’altro continuano i sopralluoghi per eventuali modifiche al progetto autostradale, delle quali si dovrebbe discutere il 19 aprile a Firenze e sulle quali gli enti della Conferenza dei Servizi possono ancora presentare osservazioni, entro il 26 aprile.
Un iter insomma articolato e impegnativo, già ampiamente avviato e che nessuno, per ora, ha pensato di fermare. E proprio questo aspetto, in queste ore, accende ridde di ipotesi e di domande. Davvero, ci si chiede, il Governo è disposto a buttare alle ortiche mesi e mesi di lavoro con le amministrazioni, i progettisti, il commissario, con modifiche del progetto e infinite discussioni? Davvero il Governo rinuncerà all’autostrada, rischiando di dover pagare a Sat una cifra sostanziosa per la mancata realizzazione come stabilisce il protocollo del 2015? E i soldi per l’eventuale adeguamento dell’Aurelia, dove sono?
Probabilmente già tra oggi e domani, quando il Documento economico e finanziario andrà in approvazione, la vicenda avrà contorni più chiari, magari delineati direttamente dal ministro Delrio. In ogni caso la telenovela tirrenica non sembra proprio finita qui.
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