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Pulizia e cartelli «Così salviamo le nostre dune»

Pulizia e cartelli «Così salviamo le nostre dune»

CAPALBIO. Presentato il progetto per la salvaguardia delle dune. Il percorso didattico nasce da un protocollo d’intesa firmato da Legambiente, Comune di Capalbio e Sacra. Ieri mattina, allo...

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CAPALBIO. Presentato il progetto per la salvaguardia delle dune. Il percorso didattico nasce da un protocollo d’intesa firmato da Legambiente, Comune di Capalbio e Sacra.
Ieri mattina, allo stabilimento Ultima Spiaggia del Chiarone, sono stati inaugurati i pannelli esplicativi. Il percorso, realizzato grazie anche alla partecipazione del Wwf, è composto da pannelli informativi e tattili che descrivono e riproducono i principali elementi dell’ecosistema dunale e i corretti comportamenti da tenere per la fruizione sostenibile di un’area particolarmente sensibile. A fare gli onori di casa il sindaco di Capalbio Luigi Bellumori. «Quella di oggi è una iniziativa importante — ha detto il sindaco — che deve sensibilizzare tutti coloro che frequentano le spiagge». All’inaugurazione per percorso erano presenti anche 90 alunni delle scuole medie di Capalbio. «La tutela della duna costiera — spiega Angelo Gentili (Legambiente) — rappresenta un obiettivo importante per conservare un ecosistema unico e invidiabile. Per questo accanto al Comune di Capalbio e al Wwf, e coinvolgendo le giovani generazioni, vogliamo sensibilizzare attraverso una cartellonistica adeguata anche tutto il comparto turistico affinché la fascia dunale maremmana diventi un vero e proprio presidio di tutela e biodiversità».
Gli studenti, divisi in cinque classi, insieme agli educatori di Legambiente hanno ripulito il tratto di spiaggia dai rifiuti e sperimentato il percorso didattico tramite pannelli informativi e tattili. Gli studenti hanno eseguito un campionamento in spiaggia. Piccole palline di plastica, chiamate “lacrime di sirena” che non sono altro che piccoli pezzetti di plastica che portate nelle fabbriche servono a costruire gli oggetti in plastica. Legambiente sta facendo un campionamento per cercare di capire da dove arrivino, se dalle navi e quali siano le spiagge in cui si trovano in grandi quantità. Questi piccoli pezzetti di materiale sembrano innocui ma se ingeriti dal pesce possono creare dei problemi. L’invito è anche a non utilizzare i legni che si trovano sulla spiaggia per fare capanni. «Sugli arenili — ha detto il Wwf — meno si sente la mano dell’uomo e meglio è». (i.a.)

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