Perseguitava la sua ex con le lettere dal carcere
GROSSETO. Nuova condanna per l’uomo accusato di stalking nei confronti di una grossetana, una persecuzione attuata mediante l’invio di lettere dal carcere contenenti (anche sulle buste) espressioni...
GROSSETO. Nuova condanna per l’uomo accusato di stalking nei confronti di una grossetana, una persecuzione attuata mediante l’invio di lettere dal carcere contenenti (anche sulle buste) espressioni minacciose, avvenuto nel novembre-dicembre 2013.
Il giudice Marco Bilisari ha condannato a 1 mese l’uomo, in continuazione con la precedente sentenza di patteggiamento risalente all’ottobre 2013 (1 anno). L’imputato, 42 anni, dovrà anche risarcire la donna costituitasi parte civile con l’avvocato Loredana Luiso con mille euro più spese legali. Nel corso della discussione finale, la viceprocuratrice onoraria Elena Bartalini si era detta convinta della colpevolezza dell’uomo e aveva sollecitato un anno di condanna. Il difensore, Katia Rotunno, si era invece fermamente opposta alla condanna, sostenendo che i fatti per i quali era in corso il processo fossero i medesimi per i quali l’uomo era stato giudicato (“bis in idem”). L’imputato non era presente: è irrintracciabile.
Quelle lettere, sostanzialmente, erano d’amore, pur se scritte in un italiano scorretto e indirizzate alla persona con la quale c’era stata una relazione, poi finita: «Non posso stare senza di te». Ma il processo si era aperto perché la Procura riteneva che dietro a questa manifestazione di affetto si sarebbe nascosto un meccanismo di persecuzione. Sulle buste o dentro le stesse lettere c’erano espressioni come «Ricorda bene, non voglio sentire qualcosa di brutto sennò mi inc....»; oppure «non vorrei sentire che stani con un altro, sennò tu mi conosci bene a me. Ricorda bene queste parole mie...». L’uomo era stato detenuto a Massa e Prato. Aveva patteggiato la prima pena per i pedinamenti, le minacce, gli improvvisi arrivi a casa della donna e gli schiaffi. (p.s.)
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