Italia
Menu irregolari alla Festa Il Pd patteggia 4.800 euro
Frode in commercio: tortelli e crostacei congelati non indicati come tali I fatti risalivano al 2015. Rinvio ad altro giudice per Remi legale rappresentante
GROSSETO. C’era qualcosa che non andava al Ristorante Maremmano della Festa del Pd 2015 e in particolare nei menu: i prodotti congelati non erano stati indicati come tali. Una dimenticanza che ha comportato un processo per frode in commercio, realizzata o tentata, in cui sono imputati l’associazione di promozione sociale “Unione comunale Partito democratico” organizzatrice della festa (per l’illecito amministrativo) e la sua legale rappresentante, Serena Remi (per il reato in sé). I controlli erano scattati poco dopo l’inizio della kermesse.
Il fascicolo è finito davanti al giudice Giovanni Muscogiuri, il quale ha accolto la richiesta di patteggiamento dell’Unione comunale, assistita dall’avvocato Carlo De Martis: in tutto, 4.800 euro, riconosciute le attenuanti (cioè l’occasionalità della condotta ritenuta illecita) e la continuazione. Il viceprocuratore onorario Massimiliano Tozzi aveva espresso il consenso, effettuate le opportune riduzioni dalla sanzione iniziale base fissata in 10.500 euro. Il giudice ha poi però dichiarato di ritenersi incompatibile con il proseguimento del processo nei confronti della sola Remi (presente all’udienza) che, difesa dall’avvocato Graziano Sarpa, ha chiesto di poter essere messa alla prova, una procedura che arrivata a buon fine estingue il reato: così il fascicolo passerà ad altro giudice (il dottor Gian Marco De Vincenzi), che se ne occuperà a partire da maggio.
Quali sono le contestazioni mosse? I controlli erano avvenuti il 1° settembre 2015 e per questa ragione in questa circostanza la Procura aveva contestato la tentata frode in commercio, per tortelli, gnocchetti, tagliatelle, ma anche molluschi, crostacei e pesci vari, tutti congelati - che l’organizzazione aveva acquistato rivolgendosi a due ditte - la cui qualità non era stata segnalata nel menu e che quindi, secondo l’imputazione, sarebbero stati equivocabili come freschi. Sulla base delle fatture delle forniture recuperate dalla Asl, era stata poi formulata l’ipotesi di frode in commercio vera e propria per i prodotti congelati non indicati come tali nel menu per i giorni precedenti a quello del controllo: la festa era iniziata il 28 agosto precedente (e si sarebbe conclusa il 13 settembre - ma le imputazioni si fermano al 1° settembre).
Agli atti del dibattimento sono finiti alcuni documenti recuperati in fase di indagine: le foto del menu del ristorante che pubblicizzava i prodotti locali e in cui sono indicate le pietanze (non vi compare la dicitura “congelati”), nonché le fatture delle due ditte grossetane che avevano fornito i prodotti oggetto di contestazione (le ditte sono del tutto estranee all’imputazione); più l’informativa compilata il 3 settembre 2015 e inviata alla Procura con la notizia di reato. Elementi che al momento sono serviti solamente a inquadrare il procedimento, dal momento che il processo non ha vissuto la fase del dibattimento ed si è risolto in un caso con il ricorso al rito speciale ed è stato rinviato nell’altro con il rinvio ad altro giudice.
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