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Protesta sul caso dei migranti Consiglio salta, Cinelli in bilico

MAGLIANO. La questione dei migranti mette in bilico l’amministrazione Cinelli del Comune di Magliano. Ieri è mancato il numero legale per svolgere il consiglio comunale che avrebbe dovuto approvare...

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MAGLIANO. La questione dei migranti mette in bilico l’amministrazione Cinelli del Comune di Magliano. Ieri è mancato il numero legale per svolgere il consiglio comunale che avrebbe dovuto approvare il bilancio di previsione 2017. Il consigliere di maggioranza Maurizio Gonnelli, per protesta sulla gestione della questione migranti, non si è presentato e come lui hanno fatto i gruppi di minoranza. La poltrona di sindaco di Diego Cinelli potrebbe essere a rischio se al nuovo consiglio convocato per oggi la situazione dovesse ripetersi.

Gonnelli non commenta. La sua protesta – queste le voci circolate ieri – è per porre l’attenzione in maniera forte su alcune questioni che hanno interessato Magliano in questo periodo, prima fra tutte l’arrivo di 35 migranti, ospitati in una struttura di Antonella Vivarelli Colonna nel Parco della Maremma.

Il sindaco ha fatto appello al suo senso di responsabilità invitandolo a riflettere sul da farsi. Il consiglio deve approvare una riduzione della Tari. «È la prima volta che posso abbassare le tariffe – dice Cinelli – e lo posso fare solo approvando il bilancio entro il 31 marzo. Se così non sarà, andrò dal prefetto e gli chiederò di nominare un commissario perché darò le dimissioni. Quando non si ha la maggioranza non si governa e se dovesse succedere me ne andrò a testa alta. Mi rammarica il fatto che il bilancio prevede interventi sulle strade di Montiano e sulla sicurezza delle scuola. Anche la minoranza dovrà prendersi la responsabilità delle sue azioni».

In risposta al gruppo Viva Magliano Viva Cinelli precisa in tema di migranti, «di non aver mai aizzato la cittadinanza» e si dice solidale con Vivarelli Colonna: «Ho solo detto di non essere favorevole all’accoglienza ma se un privato si fosse offerto non l’avremmo certo ostacolato».

Ivana Agostini

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