I cittadini chiedono il recupero delle Mura
Troppi spacciatori. I residenti: «Dov’è il progetto di rilancio?»
GROSSETO. «Che fine ha fatto il famoso progetto Mura?». Quando si parla di centro storico il pensiero corre subito al complesso monumentale che lo racchiude. E la domanda è quella che Generoso Petrillo vuole rivolgere direttamente all’amministrazione comunale tramite il Caffè Tirreno. «È stata creata una unità di progetto ad hoc per studiare il rilancio e la valorizzazione delle Mura – dice Petrillo – ma non si conoscono tempi e modi di azione di questo progetto». In un’intervista rilasciata al Tirreno e pubblicata il 3 febbraio scorso il vicesindaco Luca Agresti disse che l’unità di progetto delle Mura era al lavoro e che presto avrebbe presentato alla giunta una proposta. Sulla base di quella proposta dovrà anche essere valutata «l’eventuale istituzione di un soggetto, diverso dal Comune, finalizzato alla progettazione, programmazione, gestione e valorizzazione del complesso monumentale». Resta ora da capire la tempistica rendendone partecipi i cittadini che verso il progetto Mura nutrono grandi aspettative.
La priorità avvertita dai partecipanti al Caffè Tirreno di ieri a proposito di Mura è comunque una sola: la sicurezza. «Purtroppo non frequento più le Mura da anni perché sono un territorio al limite – dice Chiara Lukacs Arroyo – Lo dico con rammarico perché spesso esco a fare passeggiate con il mio cane e lì sarebbe l’ideale. Inoltre per la mia professione di psicologa so bene che evitare certi posti, cosa a cui i cittadini sono costretti perché non si sentono al sicuro, non fa altro che incrementare i fenomeni di devianza e le cattive frequentazioni».
Un circolo vizioso da spezzare al più presto perché le Mura tornino a essere vivibili e patrimonio della comunità. Su questo ha le idee molto chiare anche Cristian Staderini: «In alcuni tratti non ci si può proprio andare: io mi fermo prima altrimenti rischierei una coltellata. È pieno di balordi e versano in uno stato pietoso. Un mio cliente di Lucca, città che le fortificazioni le ha ben conservate, è rimasto scioccato». Chiara Arezzini è tra i grossetani che continuano a frequentare le Mura, ma sfidando le proprie paure. «Il problema più grosso è la presenza degli spacciatori e la possibilità di ritrovarsi in mezzo a una rissa – dice Chiara – Bisogna aumentare i controlli e la sicurezza. La parola chiave dovrebbe essere più rigore contro ogni forma di devianza, dalla microcriminalità ai fatti più gravi».
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