Il presidio
Saltano sul tetto di un palazzo di 5 piani
Gli abitanti di via Costa hanno chiamato carabinieri e polizia municipale: due adolescenti stavano facendo parkour
GROSSETO. Il parkour è una disciplina metropolitana nata in Francia che ha contagiato tanti giovani e giovanissimi anche in Italia e che ieri poco prima delle 14, ha fatto irruzione a Grosseto dove alcuni abitanti di via Andrea Costa hanno segnalato la presenza di due adolescenti che stavano saltando da un tetto all’altro. Una segnalazione che negli anni passati rarissime volte era arrivata al centralino dei carabinieri o a quello dei vigili del fuoco. I due adolescenti, entrambi sui 15 anni, erano a un’altezza di oltre quindici metri, sul tetto di un palazzo che si affaccia sulla strada e camminavano lungo il bordo, rischiando di cadere nel vuoto.
I primi ad arrivare sul posto sono stati i carabinieri della stazione di Grosseto, seguiti dai vigili del fuoco e dal personale del 118, chiamato per precauzione. Sono stati i militari a raggiungere i due adolescenti utilizzando le scale del palazzo, per farli scendere dal tetto del palazzo di cinque piani.
Era poco prima delle 14 quando è scattato l’allarme. I due ragazzini stavano saltando sul tetto: il pericolo era che potessero precipitare, anche perché il tetto del palazzo è spiovente e il rischio di scivolare era concreto. Un vicino ha visto i due ragazzini fare acrobazie sul tetto del palazzo e ha dato l’allarme ai carabinieri.
I due adolescenti, che hanno 14 anni e abitano poco lontano, indossavano comode tute da ginnastica e avevano scelto quei tetti perché tra l’uno e l’altro ci sono dei dislivelli sui quali potevano fare acrobazie.
I carabinieri del nucleo radiomobile quando hanno ricevuto la segnalazione, hanno pensato alla presenza di due ladri acrobatici sul tetto del palazzo. Sono saliti due militari, uno da una scala e uno dall’altra in modo tale da circondare i due. Quando i carabinieri sono arrivati sul tetto, i due ragazzini si erano nascosti dietro una parabola. Erano stupiti dall’arrivo dei carabinieri e sono stati loro, una volta arrivati in caserma a spiegare cosa stessero facendo lassù: saltavano gli ostacoli presenti sul tetto, le parabole, le canne fumarie, i dislivelli.
Un gioco pericoloso, quello dei due ragazzini.
I carabinieri non hanno potuto fare altro che chiamare i genitori dei due ragazzini che si sono presentati in caserma per riprendere i loro figli.
Ragazzini che non avevano capito quanto fosse pericoloso quello che stavano facendo su quel tetto spiovente. Sarebbero potuti cadere da un’altezza che difficilmente avrebbe lasciato loro scampo.
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