Il presidio
Massaua-Fossati, perché non riproporla?
Il presidente del Panathlon lancia l’idea di rimettere in piedi la corsa ciclistica degli anni Cinquanta
GROSSETO. Si chiamava Massaua-Fossati: Massaua dal nome del tessuto commercializzato in provincia da Angiolo Paoletti; Fossati dal nome dello stabilimento di Monza che lo produceva, il Massaua Blue 10. Nel 1950 (a tappe) e poi dal 1951 al 1953 quel binonio fu il nome di un Gran premio ciclistico: vi partecipò anche Fausto Coppi, due anni fa una mostra fotografica con le immagini dei Fratelli Gori ne ha ripercorso l’epopea.
«Perché non riproporla oggi?». Armando Fommei, presidente del Panathlon Grosseto, la butta lì nel corso della serata che il club ha dedicato alle bici storiche: Etrusca (si svolge tra ieri e oggi), Eroica, Maremmana (12-14 maggio) e Le strade bianche della Costa d’Argento (28 maggio). «Noi come Panathlon non ne possiamo chiaramente curare l’organizzazione, ma ci facciamo promotori di questa idea - spiega Fommei - Forse non sarà possibile chiamare qui i professionisti, ma magari far gareggiare gli Under 23 sì». Accanto, l’assessore allo sport Fabrizio Rossi annuisce. In sala non mancano i consensi: l’occasione per il lancio è propizia, ci sono i responsabili di club e organizzazioni. Se saranno rose...
Sullo schermo, intanto, scorrono le immagini del video promozionale dell’Etrusca, accompagnate dalle parole di Francesco Bigazzi. Poi è la volta di Stefano Spagnoli, delegato ciclismo Uisp per la zona sud, che parla della ciclostorica. C’è anche un collegamento skype con Giancarlo Brocci, attualmente in Sudafrica per l’Eroica sbarcata in quel Paese. Infine Danilo Saletti e Leonardo Saletti illustrano la Maremmana. C’è un filo unico che lega tutto: la passione per le due ruote, la voglia di percorrere paesaggi incantevoli, la possibilità di legare il ciclismo al territorio, attraverso i suoi prodotti. (p.s.)
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