Il Tirreno

Grosseto

Ex consorzio ittico 20 anni di degrado tra topi e sporcizia

Ex consorzio ittico 20 anni di degrado tra topi e sporcizia

Argentario, la struttura in centro è abbandonata a se stessa I vicini chiedono che sia ripristinato il decoro con urgenza

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MONTE ARGENTARIO. Dalla metà degli anni ’90 è un ricettacolo di topi e sporcizia.

Il vecchio consorzio del pesce, situato al centro di Porto Santo Stefano tra via Marconi e via Roma, da circa vent’anni è lasciato all’incuria e al decadimento. A operare in quella struttura, fino ad allora, era la società cooperativa Consorzio Argentario fra i produttori di pesca e affini (C.a.p.p.a.), che aveva iniziato la sua attività di consorzio del pesce nel 1975. Fu proprio nel lontano ’97 che, dopo un’ispezione ordinaria effettuata nei confronti della società in liquidazione volontaria, venne rilevato che non aveva attività sufficienti per il pagamento dei debiti, con la successiva liquidazione coatta amministrativa che ne decretò la chiusura. Da allora la struttura è rimasta chiusa e in preda all’incuria, con i cittadini e i commercianti della zona che preferirebbero che qualcosa si muova piuttosto che dover vedere ancora uno stabile in abbandono proprio nel centro del paese. «Una struttura così è una vergogna - dice Maria Francesca Cacopardo, titolare della tabaccheria accanto - C’è un giro di topi che non va bene, va rivalutata in qualche modo. Anche per i clienti che passano vederla lasciata così allo sfascio è vergognoso, tra l’altro in un paese in cui cerchiamo di far venire i turisti. Poi far vedere anche strutture così dismesse e abbandonate non è ottimale per un posto come era considerato una volta l’Argentario. Basterebbe anche tenerlo pulito e in ordine, oppure sfruttarlo in qualche modo. Ci si potrebbe fare qualunque cosa, basta non lasciarlo così all’incuria».

Vent’anni in cui lo stabile del consorzio si trova in questa situazione. «Per una serie di vicissitudini lo stabile andò in fallimento - racconta Patrizio Amato, un ex dipendente della C.a.p.p.a. - ed è stato acquisito dal Tribunale di Grosseto che, tramite un curatore fallimentare, lo ha dato in proroga fino a quando per le aste del pesce non ci siamo spostati nella nuova struttura. Poi dal momento in cui ci siamo trasferiti sulla banchina non sono più a conoscenza di chi si occupi della cosa. Credo che sia stata provata anche una vendita all’asta in passato, ma non so come sia andata. È una struttura abbandonata dagli anni ’90, mentre la cooperativa nacque nel 1975». All’interno è presente una grande sala asta con degli uffici al piano di sopra, ma più che altro la struttura sarebbe utilizzabile al pian terreno anche se avrebbe bisogno di una ristrutturazione non indifferente. «Quando siamo usciti - prosegue Amato - si parlava in paese di un centro commerciale o di un locale per le esposizioni delle auto, ma se ne dicevano tante. Quando ci siamo trasferiti nel nuovo stabile sulla banchina in molti si sono informati a chi potessero rivolgersi per poter mettere in piedi qualcosa di diverso in via Roma, ma senza successo». Al momento, infatti, nulla sembra bollire in pentola: il fascicolo sulla liquidazione coatta è ancora aperto in mano al Tribunale fallimentare di Grosseto, in attesa che qualcosa si sblocchi per ridare vita a un fondo situato nella via regina del commercio santostefanese, proprio nel mezzo del centro commerciale naturale del Valle.

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