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Una targa per celebrare i 100 anni di Carlo Cassola

Una targa per celebrare i 100 anni di Carlo Cassola

GROSSETO. Il 17 marzo di cento anni fa nasceva a Roma lo scrittore Carlo Cassola. Grosseto, doveva aveva vissuto fino al 1973, oggi lo celebra. L’evento inizia alle 11 nella sala del consiglio...

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Il 17 marzo di cento anni fa nasceva a Roma lo scrittore Carlo Cassola. Grosseto, doveva aveva vissuto fino al 1973, oggi lo celebra.

L’evento inizia alle 11 nella sala del consiglio comunale di Grosseto alla presenza del sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna. Dopo una breve introduzione di Roberto Ghini, presidente del circolo Chimera, Gianni Bernardini, docente di Filosofia del diritto all’università di Siena ed esperto di Cassola, si fermerà a parlare dello scrittore italiano. La cerimonia proseguirà alle 11.30, in piazza Dante 11, con l’inaugurazione di una targa in ricordo. Partecipano all’iniziativa gli studenti del liceo classico e scientifico Chelli di Grosseto e i bambini delle classi quinte della scuola elementare di via Mazzini.

Intanto, la figura di Cassola viene ricordata dalla commissione culturale del Psi Grosseto. «Fu insegnante di scuola superiore, consigliere comunale del Psi e partecipe della rinascita della vita culturale di Grosseto, nel dopoguerra. Nipote di Leonida Bissolati e di Luigi Campolonghi, che fu presidente della Lega italiana per i diritti dell’uomo, Cassola fu partecipante e animatore del circolo culturale Calamandrei a Grosseto, e fu sempre disponibile al confronto con i giovani. Fu profondamente ancorato alle idee socialiste, di solidarietà ed umanità, e riformista, per questo accusato di arretratezza, per non essere inserito nelle avanguardie intellettuali».

Un ricordo, quello del Psi, che si spinge anche alla dimensione umana dello scrittore. «Più che alla discussione intellettuale era interessato ai problemi delle persone - scrivono i socialisti - ed aveva a cuore gli umili, i lavoratori (insieme a Bianciardi scrisse sui minatori in Maremma). Ed è proprio questa dimensione umana che traspare dalle sue opere, quella dimensione che, noi sosteniamo, ha sempre distinto il massimalismo dal riformismo».

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