Il Tirreno

Grosseto

Panchine rimosse, si alza il coro dei «no»

di Elisabetta Giorgi
Panchine rimosse, si alza il coro dei «no»

Centinaia di commenti polemici sulla scelta antidegrado del Comune. Ad anziani e passanti restano le fioriere

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GROSSETO. Gironzola davanti a Porta Corsica con un collega, allunga lo sguardo qua e là e si mette a sedere su una fioriera il cui bordo è utilizzabile come seduta: è questo l’unico spazio rimasto su via Gramsci dopo che il Comune ha tolto quattro panchine in ferro per ingaggiare, in zona, la sua guerra contro il degrado.

«Ci hanno levato le panchine», borbotta lui dicendo di chiamarsi Pietro: operaio e addetto alle pulizie, ha 50 anni circa, cerca un po’ d’aria e un èposto in cui sostare (nessuna bottiglia e nessun avanzo di cibo in mano) di fronte all’ingresso in centro storico.

Il Comune, assessorato ai lavori pubblici, ha fatto togliere le sedute in ferro di Porta Corsica un sabato mattina come «una delle azioni - ci ha spiegato l’ente - per combattere i bivacchi e gli ospiti sgraditi. Non è la prima volta che succede in Italia dove già altri sindaci - per rimuovere il degrado - hanno optato per questa soluzione in passato contro extracomunitari e clochard. Per tutta risposta ieri ne è scaturito un forte dibattito con centinaia di commenti proliferati sui vari gruppi Facebook (Cara Grosseto, Sei grossetano se) e sulla pagina Fb del Tirreno dove avevamo sollevato un semplice quesito: «Cosa ne pensate?» Morale: un fiume di risposte e la maggior parte dei commenti che si è rivelata contraria alla scelta comunale contestando queste misure con risposte polemiche, infastidite e sarcastiche.

C’è il filone “asfalta-tutto” di Massimiliano Frascino, presidente della Fondazione Il Sole, che ironizza. «Ora chiudiamo le scuole perché ci sono i bulli. Le strade perché ci sono le prostitute. Il centro perché ci sono i vandali. Le Mura perché ci sono gli spacciatori. Le spiagge perché ci sono i vucumprà. Le chiese perché ci sono i preti pedofili. Le stazioni perché ci sono i barboni. I mercati perché ci sono i borseggiatori. I parrucchieri perché ci sono i cinesi. I carabinieri e la polizia perché ci sono i picchiatori. L’esercito perché c’è il nonnismo... Serve un po’ d’ordine, cavolo». Luca: «Se qualcuno ridice che sulle mura spacciano le tirano giù con le ruspe. Bischeri noi che in 70 anni di Repubblica non ci abbiamo mai pensato...».

C’è invece chi approva (la minoranza degli utenti). «Io ci passo tutti i giorni e garantisco che nessuno, anziano o bambino, potrebbe sedersi su quelle panchine ormai appannaggio esclusivo di ubriachi e anziani. Per non parlare dell’aspetto igienico».

Risposte tra le rime: «Certo, togliamo le panchine, tanto si risolve il problema. Se uno va di sera a fare una passeggiata ci sono persone sdraiate dietro alle piante che dormono. La prossima volta si tagliano gli alberi?»

Simone: «Ma sì, radiamo al suolo le Mura, così prendiamo due piccioni con una fava: niente più bivacchi e stop al vandalismo». «E prosciughiamo il Mediterraneo, così non potranno più arrivare nei barconi». «Guerra ai venditori ambulanti: il Comune asfalta le spiagge».

Ci sono anche le variazioni umoristiche sul tema, che cavalcano detti popolari. Simone Giusti cita chi «per far dispetto alla moglie…» Variazione ortopedica: «È come tagliarsi un dito perché ti sei dato una martellata». Sotto i riflettori le politiche della sicurezza. «Speriamo che il Comune crei una task force che ci spieghi come la task force sulla sicurezza abbia partorito un’idea così geniale e innovativa». Risposte. "Togliendo le panchine non si eliminano né ubriachi né drogati. Si tolgono le panchine e basta». «La soluzione non è togliere le sedute, ma mandare via loro. Il Comune renda igienico e sicuro questo spazio».

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