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il retroscena

«Solamente dopo lo scontro installati 7 cartelli d’allarme»

GROSSETO. Anche sui cartelli – sia quelli già sistemati lungo le strade, sia quelli mancanti – le responsabilità della Provincia, secondo Claudio Ceroni, sono marcate. «Se i documenti che mi sono...

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GROSSETO. Anche sui cartelli – sia quelli già sistemati lungo le strade, sia quelli mancanti – le responsabilità della Provincia, secondo Claudio Ceroni, sono marcate. «Se i documenti che mi sono stati consegnati, a seguito dell’accesso agli atti, corrispondono alla realtà operativa, siamo messi male. A seguito del mio incidente, avvenuto in località strada provinciale Voltina il 17 novembre del 2016, e della successiva denuncia avevo evidenziato come nonostante l’elevata presenza di ungulati in quel tratto di strada, non erano presenti cartelli di pericolo per l’attraversamento di animali. La Provincia mi aveva risposto che si trattava di una zona dove non si verificano incidenti. Poi, dopo alcuni giorni, un ripensamento: sette cartelli installati nel tratto di sei chilometri. Un record».

E anche su questo Ceroni ha voluto indagare.

«Ho sentito il dovere – continua l’ex dirigente di Acquedotto del Fiora – di richiedere e acquisire due documenti: la relazione del dirigente del servizio caccia, che accertava il nuovo stato di presenza del pericolo e della necessità di apporre i cartelli e il provvedimento del dirigente del servizio viabilità che disponeva la posa dei cartelli di attraversamento animali vacanti. La Provincia però non è stata in grado di consegnarmi nulla, salvo una letterina, con una serie di affermazioni contrarie alla legge».

Quali? «Solo un esempio», dice Ceroni: «I cartelli vengono messi a seguito di comunicazioni verbali, mentre per la posa di segnaletica il progetto è un obbligo previsto dal Codice della Strada. Inoltre l’assenza di progettualità è conclamata dal fatto che i nuovi cartelli sono stati apposti aggiungendoli su paline esistenti (di altri cartelli indicatori), a conferma che non è stata eseguita nessuna valutazione oggettiva del pericolo, ma messi in opera dove era comodo, con il criterio della casualità».

La chiosa è lapidaria: passato oltre lo stupore per questa situazione, il cittadino Ceroni – con un pizzico di ironia ma non troppo – chiede un intervento.

«Non voglio crederci», conclude infatti Ceroni. «La Provincia che conosco è fatta di buone professionalità e di competenze, ma nel caso in questione ritengo che sarebbe utile aprire, come minimo, un’inchiesta interna. Per verificare che lo stesso metodo applicato alla gestione dei sinistri con animali e l’apposizione della segnaletica non venga usato nella gestione complessiva dell’ente...». (g.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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