I farmacisti smentiscono l’inviato di “Striscia”
Il presidente dell’Ordine: «Moreno Morello è stato tratto in inganno dall’insegna In quel negozio si comprano integratori e prodotti omeopatici, non medicinali»
GROSSETO. Macché farmacia, quella non la è. Ha suscitato un gran clamore il blitz maremmano di “Striscia la notizia” andato in onda nella puntata di lunedì 13 marzo, ma “il caso” si è già sgonfiato, almeno per i farmacisti grossetani rimasti sulla graticola per ore (una notte intera, visto che la trasmissione è serale). Ieri mattina la categoria ha tirato il fiato: l’incursione in pieno “stile Striscia”– come conferma a Il Tirreno il presidente dell’Ordine dei farmacisti di Grosseto Alfredo Discepoli – non si è verificata in una farmacia, bensì in una parafarmacia: il punto vendita “Europa” di fronte alla nuova questura.
Il blitz e l’accusa. Riepiloghiamo in breve: Moreno Morello, l’inviato del tg ideato da Antonio Ricci, è arrivato a Grosseto e ha fatto una scorribanda in quella che nel servizio definisce a più riprese «una farmacia», ipotizzando il reato di “comparaggio”: cioè l’impegno che si assume un medico o un veterinario di agevolare a scopo di lucro la diffusione di prodotti farmaceutici di una determinata marca; parliamo di un reato previsto dalle leggi sanitarie. Secondo l’accusatore, il titolare di quell’esercizio farebbe accordi con i medici del tipo: se tu indirizzi i tuoi pazienti ad acquistare qui i rimedi che gli prescrivi per la salute, io ti riconosco una percentuale del 10% sull’incasso che mi metto in tasca anche grazie a te. Tutto brevi manu, secondo quanto appurato da Striscia utilizzando un’esca: una “dottoressa” loro complice. Ricordiamo che in una parafarmacia non si possono acquistare farmaci di fascia A o C, ma soltanto farmaci vendibili senza prescrizione medica, parafarmaci, integratori o prodotti omeopatici che non si configurino come medicinali.
La smentita. Si tratta di un’accusa grave che ha gettato un’ombra sulla professionalità della categoria, ma l’inviato di Striscia ieri è stato sconfessato: «Ci siamo sincerati – dettaglia il presidente Discepoli – che l’episodio non si è verificato in una delle oltre venti farmacie di Grosseto, frazioni incluse. Saranno le autorità competenti a giudicare il fatto qualora lo ritengano degno di attenzione. Per noi è sufficiente che non si sia verificato in una farmacia». Non è detto neppure che a cadere nella nassa di Morello sia stato un farmacista, «che deve indossare camice e distintivo – precisa Discepoli – Nel filmato questi dettagli non si evincono, tant’è che potrei pensare che non si tratti di un farmacista». La norma del resto non prescrive che il titolare di una parafarmacia debba essere iscritto a quell’ordine: è sufficiente che lo sia il responsabile del punto vendita.
L’immagine. La questione è piuttosto un’altra, secondo Discepoli: di immagine. «La categoria dei farmacisti – sottolinea il presidente dell’Ordine – ci ha rimesso e potrebbe decidere di chiedere i danni. Il medico di Firenze (il riferimento è al servizio di Striscia) parla di “farmacia”, l’inviato di “farmacia” e di “farmacisti”».
Qui pro quo. Una svista? «Prima di fare uno “scoop” – conclude Discepoli – bisognerebbe fare delle verifiche. Forse l’inviato di Striscia è stato tratto in errore dall’insegna» su cui l’occhio coglie a prima vista la parola “farmacia” mentre il suffisso “para” rimane posto lateralmente e un po’ più piccolo (vedi foto). Il caso vuole che proprio quando la parafarmacia Europa aprì, l’Ordine dei farmacisti di Grosseto inviò un esposto al garante della pubblicità ipotizzando che quella insegna fosse «ingannevole», dice Discepoli che dall’Autorità garante non ebbe risposta.
La parafarmacia. Contattiamo Fabio Bucci, che è il titolare della parafarmacia Europa, e gli diciamo che abbiamo saputo che è lui la “vittima” dell’incursione di Striscia: «Non ho intenzione di parlare – risponde – A che titolo dovrei farlo? Sto lavorando». E ci saluta.
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