Il presidio
Ventidue tele del ’600 salvate dalle macerie
Opere d’arte, calici con sigilli pontificali, preziose reliquie e antiche serigrafie Nelle Marche vigili del fuoco grossetani recuperano un autentico tesoro
GROSSETO. Ventidue pregiate tele del ’600, un calice con un sigillo pontificale, serigrafie originali. Tutto portato in salvo dalle chiese medievali semicrollati grazie a una straordinaria opera di recupero che ha scovato - tra le macerie del terremoto - preziosissime opere d’arte sottraendole alla distruzione e sistemandole entro stanze di sicurezza.
Un patrimonio d’enorme valore, quello recuperato ieri nel territorio di Camerino (Marche) dai vigili del fuoco sotto il coordinamento del funzionario grossetano Domenico De Vita, accompagnato dall’altro vigile maremmano Claudio Maccarucci; accanto a loro i carabinieri del nucleo tutela patrimonio artistico e gli operatori del Mibact (ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo) a sottolineare un’operazione congiunta d’enorme valore. Proprio nel comune di Camerino - provincia di Macerata - sono notevoli i danni al patrimonio monumentale e artistico prodotti dal terremoto: qui hanno operato già più volte (e continuano a operare a getto continuo) squadre dei vigili del fuoco che ieri hanno messo a punto la colossale operazione di recupero artistico insieme ai carabinieri d e al Mibact. Tra i luoghi più colpiti dal terremoto anche Pievebovigliana, piccolo ex comune italiano di neppure 900 abitanti della provincia di Macerata, confluito tre mesi orsono nel comune di Valfornace insieme a Fiordimonte. Sorge in questo piccolo e storico abitato, tra gli altri gioielli della storia, la chiesa di Santa Maria Assunta, risalente al XII secolo e custode secolare di sacri cimeli e preziose tele. Ieri il contributo dei vigili del fuoco, già impegnati nell’assistenza alla popolazione, è stato fondamentale per salvare dalla distruzione anche le opere: ieri sono state recuperate qua, col coordinamento del grossetano De Vita, 22 opere d’arte, oltre a reliquie e altri beni custoditi nella chiesa parzialmente crollata e pericolante. Sono stati prelevati un calice d’oro già dono papale, tanti oggetti sacri. Parte dei beni erano in posizioni irraggiungibili tra le macerie e sono state trasferite da Pievebovigliana a Camerino in luogo sicuro. L’importante operazione fa seguito ad altri recuperi compiuti dai vigili prima del crollo.
Elisabetta Giorgi
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