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«Da venti anni mai nessuno pensa a un vero palasport

«Da venti anni mai nessuno pensa a un vero palasport

GROSSETO. Il presidente del Circolo Pattinatori Grosseto 1951, Alberto Colombini, interviene sul problema degli impianti sportivi in città. «Di fronte alla sconfortante situazione che si prospetta...

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GROSSETO. Il presidente del Circolo Pattinatori Grosseto 1951, Alberto Colombini, interviene sul problema degli impianti sportivi in città.

«Di fronte alla sconfortante situazione che si prospetta per lo sport grossetano nella stagione agonistica 2017/2018, mi sento obbligato a ribadire che quanto i privati meritoriamente fanno per cercare di sopperire alle carenze strutturali in termini di impiantistica sportiva, non può assolutamente prescindere da una chiara presa in carico da parte della attuale amministrazione comunale di dette carenze».

«La situazione, sia chiaro - tiene a precisare il massimo dirigente della gloriosa società hockeistica alla ricerca di un impianto che dia visibilità al movimento e che possa permettere una programmazione pluriennale - è conseguente ad una serie di non scelte fatte dalle amministrazioni precendenti».

«Non credo - ribadisce - sia superfluo ricordare i timbri di " fatto" sopra i manifesti attaccati in città, per il polo universitario, il porto, le terme di Roselle (quelle che oggi ci accingiamo a radere al suolo): questi manifesti non riguardavano un palazzetto, ad esempio ed infatti, nei programmi il palazzetto non c’era e non ci sarebbe stato».

«Non credo sia superfluo indicare anche, nel sostaziale immobilismo della giunta guidata dal sindaco Emilio Bonifazi - sottolinea ancora Colombini nel suo interventi - stretta da assillanti problemi di bilancio, un’altra delle cause che ci hanno portato al disastro attuale. Non si è pensato, cosi, per quasi un ventennio, a qualcosa che fin dai tempi di Loriano Valentini appariva scontato, ovvio: la città stava crescendo abbastanza tumultuosamente ed accanto alle abitazioni, sarebbe stato necessario dotarla di nuovi impianti sportivi in sostituzione o affiancamento alle vecchie strutture ereditate dalle giunte di Renato Pollini e Giovanni Finetti».

«Per questo il sottoscritto come tanti altri che hanno scelto di impegnarsi nel sociale guardando al mondo dello sport, non può che augurarsi che questa amministrazione non ripeta gli errori delle precedenti e che, anche se in possesso di risorse limitate, non rinunci almeno al ruolo di catalizzatore, innanzitutto, poi anche di programmatore e controllore, che le compete per diritto ma anche per dovere».

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