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Grosseto

Polpette avvelenate, levriero in fin di vita

Polpette avvelenate, levriero in fin di vita

Un gatto è morto appena rientrato a casa: l’incubo si sposta dalla città a una strada di Torniella

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ROCCASTRADA. Questa volta l’incubo ha la forma di una polpetta fatta con macinato freschissimo e veleno per lumache. Letali per gli animali e impossibile da curare, in caso di ingestione. A farne le spese, questa volta, è stato un levriero di un anno e mezzo che ora è ricoverato in una clinica veterinaria a Grosseto dopo aver passato la notte dal medico a Follonica.

Due sere fa Angelica, la proprietaria di Verbena, ha fatto uscire la cagnolina davanti a casa, come sempre. «Abito in una strada del centro del paese - dice - e sinceramente non mi sarei mai immaginata che qui potesse succedere una cosa simile. Quando Verbena ha trovato la polpetta non me ne sono accorta. Dopo una mezz’oretta stava quasi per morire». Il levriero ha avuto subito crisi epilettiche e la sua padrona lo ha preso e portato in clinica, a Follonica. È cominciato così il calvario di verbena che da ieri sera è a Grosseto dove lotta tra la vita e la morte. Se anche ce la dovesse fare non riuscirà più a stare come prima. «Le conseguenze sui suoi organi saranno comunque tremende - dice Angelica - e prima di dieci giorni sarà impossibile sapere se Verbena è fuori pericolo o meno».

Il levriero di Angelica non è stato l’unica vittima dell’avvelenatore. «Una vicina ha trovato il suo gatto morto - dice - Io non riesco a darmi pace e capire come si possa fare una cosa del genere». Bocconi avvelenati sono stati trovati anche sulla scalinata che collega le due strade del paese. Per fortuna non ci sarebbero altri casi come quelli di Verbena. «È stata trovata una striscia di veleno per lumache davanti a casa di un nostro vicino - continua Angelica - ed è molto pericoloso per gli animali». La donna, quando ha capito cosa fosse successo, ha deciso di chiamare i carabinieri e la polizia municipale per fare un sopralluogo. Ma dell’avvelenatore per ora non è stata trovata alcuna traccia. L’unica speranza è che Verbena ce la faccia e che a Torniella l’incubo dei bocconi avvelenati non si ripeta più. Perché il dolore che si prova quando muore un animale è pari a quello che si sente quando si perde qualcuno di molto caro.

Francesca Gori

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