Il presidio
Ugl protesta contro il Riordino «Si toglie dignità professionale»
GROSSETO. Soldi che non arrivano e potere d’acquisto messo ancora una volta in discussione: è questo il nocciolo della questione per l’Ugl Polizia di Stato che, con il suo segretario provinciale Enzo...
Soldi che non arrivano e potere d’acquisto messo ancora una volta in discussione: è questo il nocciolo della questione per l’Ugl Polizia di Stato che, con il suo segretario provinciale Enzo Mantovani parteciperà domani mattina alla protesta organizzata davanti a questure e uffici di polizia e a Roma, davanti al Ministero dell’Interno per esprimere il proprio dissenso nei confronti del Riordino delle carriere appena licenziato dalla Presidenza del Consiglio.
«Un riordino - spiega Mantovani - che umilia ancora una volta la dignità professionale delle donne e degli uomini in divisa. Le risorse economiche sono state stanziate e stavolta non ci sono più alibi per l’amministrazione. Ed è per questo che abbiamo voluto intitolare la mobilitazione del 10 marzo, che sarà solo la prima di una serie di proteste “Vittime di fuoco amico”». Per il sindacalista infatti le basi su cui si fonda il riordino, almeno per la polizia, sono «solo il frutto di convincimenti ideologici e culturali di un’amministrazione - dice - fuori dal tempo e lontana dai veri bisogni del proprio personale incapace di cogliere i tanti e forti segnali di malessere lanciatigli dai propri dipendenti.
Dopo anni di colpevole inerzia e decadenza l’amministrazione ha, oggi, la possibilità di cogliere una grande opportunità che da tempo il personale aspetta. Il riordino delle carriere, per definizione, dovrebbe riordinare, riorganizzare i ruoli secondo i più moderni principi di efficienza e restituire maggiore dignità professionale al personale».
Per il raggiungimento di questo risultato nella legge delega si parla di apertura delle carriere. «Ma tenuto conto - aggiunge Mantovani - del ritardo nei concorsi che ha paralizzato le aspettative di carriera della base causando una grave carenza nei ruoli e l’invecchiamento eccessivamente elevato del personale sulle qualifiche apicali, è più che evidente che il riordino avrebbe dovuto, prima di tutto, porre rimedio a tali situazioni, sanando le tante mancate perdite di chance subite ingiustamente in tutti questi anni dai dipendenti e consentendo anche un riallineamento con i ruoli e le qualifiche delle altre forze di polizia coinvolte».
L’Ugl chiede quindi che il riordino sia rivisto sia sul versante economico della stabilizzazione degli 80 euro, sia sul versante amministrativo dei diversi percorsi di carriera e di ristoro per i tanti torti subiti dal personale.
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