Il presidio
Rifiuti: il Comune riduce la Tari fino all'11%
Risparmiato 1 milione di euro sul costo del servizio: già la prossima bolletta di famiglie e negozianti sarà più leggera
GROSSETO. La prossima bolletta della spazzatura dei grossetani sarà più leggera. Il Comune ha infatti previsto una riduzione della Tari da un minimo del 5 per cento (per le famiglie) a un massimo dell’11 per cento (per negozianti e artigiani) grazie a un risparmio sul servizio di oltre 1 milione di euro. Il Comune, infatti, quest’anno pagherà 19 milioni e 150.000 euro per spazzamento e raccolta, a fronte dei 20,3 milioni di euro pagati l’anno scorso. E con in più un miglioramento del servizio.
La notizia l’hanno data il sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna, l’assessora all’ambiente Simona Petrucci e l’assessore al bilancio Giacomo Cerboni nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nella mattina di giovedì 9 marzo in sala consiliare.
“Oggi è una grande giornata”, ha detto Vivarelli Colonna, che della riduzione delle tasse aveva fatto un pilastro della sua campagna elettorale.
Il merito, ha spiegato il sindaco, è stato tutto del nuovo ufficio ambiente, ricostituito dall’attuale amministrazione, che, con la guida dell’assessora Petrucci (FdI) _ geologa, esperti di rifiuti _ ha condotto quello che Vivarelli Colonna ha definito “un lavoro importantissimo, umano, capillare, giornaliero, privandosi del suo tempo personale per la cosa pubblica e picchiando i pugni sul tavolo”.
Il risultato lo ha descritto la stessa Petrucci. “Il risparmio _ ha spiegato l'assessora _ è legato tra l'altro a costi per la gestione della ex discarica delle Strillaie. Il contratto con la società che si occupa di messa in sicurezza e post esercizio della discarica era scaduto a ottobre. Lo abbiamo rivisto e ricontrattrato e questo ci ha permesso di risparmiare 500.000 euro. Altre economie sono state possibili rivedendo le entrate dovute al Comune per il disagio ambientale e dettagliando meglio i costi”.
Spulciando le carte, infatti, sono venute fuori delle “chicche”. “Ad esempio _ ha detto Petrucci _ abbiamo scoperto che per diversi anni il Comune non ha riscosso l'indennità di disagio ambientale da Futura”, dovuto per la presenza dell'impianto nel territorio comunale.
“Questo _ ha puntualizzato Petrucci _ è un lavoro appena iniziato. Siamo già in grado di avere nei prossimi mesi altri risparmi, ma possiamo prevedere riduzioni anche nel prossimo Pef”. Quindi anche per la bolletta del 2018.
Ma a quanto ammontano questi risparmi per le famiglie, i negozianti e gli artigiani grossetani?
“Tutti i cittadini avranno una riduzione della bolletta _ spiega l’assessore al bilancio Cerboni _. Abbiamo poi ritenuto di spalmare questo beneficio soprattutto a vantaggio delle piccole attività economiche, dei bar, del commercio e dell’artigianato di prossimità, piccole realtà imprenditoriali che sono la ricchezza di questo territorio. Questo risponde a uno dei punti di mandato: abbattimento della pressione tributaria”.
Ecco nel dettaglio alcuni esempi:
Esempi di tipologie residenziali
100 mq e 4 residenti
- 5,29 %
(da 500,33 euro del 2016 a 473,83 euro del 2017)
80 mq e 3 residenti
- 5,29 %
(da 383, 08 del 2016 a 362,82 del 2017)
50 mq e 2 residenti
- 4,81 %
(da 260,68 del 2016 a 248,14 del 2017)
Esempi di Utenze non domestiche
Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli
- 10,41 %
Edicola, farmacia, tabaccaio, plurilicenze
- 10,22 %
Negozi particolari quali filatelia, tende e tessuti, tappeti, cappelli e ombrelli, antiquariato
- 9,46 %
Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub
- 11,05 %
Bar, caffè, pasticcerie
- 10,84 %
Generi alimentari (pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi), supermercati
- 10.88 %
Ortofrutta, pescherie, fiori e piante
- 10.45 %
Banchi di mercato beni deperibili
- 10.34 %
Esempi di tariffe non domestiche (superficie di 100 mq)
Negozi abbigliamento, calzature, libreria, cartoleria, ferramenta e altri beni durevoli
460 euro (2017)
513 euro (2016)
Ristoranti, trattorie, osterie, pizzerie, pub
1538 euro (2017)
1729 euro (2016)
Bar, caffè, pasticcerie
1147 euro (2017)
1286 euro (2016)
Generi alimentari (pane e pasta, macelleria, salumi e formaggi), supermercati
866 euro (2017)
960 euro (2016)
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