Il Tirreno

Grosseto

LE DONNE NEL GABBIOTTO

Post incriminati, Salvini cambia “toni” su Facebook

di Alfredo Faetti
Post incriminati, Salvini cambia “toni” su Facebook

FOLONICA. Gli strascichi corrono sempre sul doppio binario: nazionale e locale. Sono diverse le questioni ancora in sospeso legate al video girato alla Lidl di Follonica, in cui si vedono due...

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FOLONICA. Gli strascichi corrono sempre sul doppio binario: nazionale e locale. Sono diverse le questioni ancora in sospeso legate al video girato alla Lidl di Follonica, in cui si vedono due dipendenti del discount che chiudono e deridono altrettante donne rom nel gabbione dove sistemati i cassonetti dell’immondizia. L’ormai famoso «angolo rottura».

Tra queste questioni, c’è l’esposto presentato alla procura di Ravenna dal deputato di Possibile Andrea Maestri nei confronti del segretario della Lega Nord Matteo Salvini, con l’accusa di istigazione all’odio razziale dovuta al post pubblicato insieme al video, la settimana scorsa. Ebbene, a seguito dell’esposto, il leader del Carroccio ha cambiato il suo famigerato post, che ha rappresentato la prima vera presa di posizione a livello nazionale sulla vicenda, aprendo così il dibattito. Ma se tutto questo è legato agli alti piani della politica italiana, a livello follonichese arrivano le parole del gruppo Socialismo Democrazia e Ambiente, in seno alla maggioranza, che chiede a Lidl Italia di far rientrare i due dipendenti (oggi sospesi) al loro posto di lavoro.

«Perdere il posto di lavoro oggi significa con ogni probabilità non poterne trovare un altro per molto tempo - dicono - Una pena troppo grossa rispetto a un fatto che deve presto rientrare nella giusta dimensione». La novità del giorno comunque è quella di Salvini. Il 24 febbraio, il giorno dopo la diffusione sui social del video, il segretario leghista aveva scritto sulla sua pagina facebook: «Io sto con i lavoratori (li contatterò già oggi per offrire loro tutto il nostro sostegno, anche legale) e non con le rom “frugatrici”. Ma quanto urla questa disgraziata? #ruspa e condividi». Un post che ha sollevato mille polemiche, culminate poi con l’esposto di Maestri, presentato nei giorni scorsi a Ravenna con l’accusa di incitamento all’odio razziale.

«Ma questo da che pianeta viene?» si chiedeva Salvini sempre via social. Ecco: il post incriminato non esiste più. È stata La Repubblica ad accorgersene. Giovedì infatti il leader leghista ha modificato in un indirizzo più prudente la didascalia che accompagnava il video di Follonica con questa frase: «Follonica, ecco il video delle nomadi beccate a frugare nell’angolo dei prodotti fallati della Lidl». Ma gli screen shot del post precedente restano.

Intanto, a Follonica la vicenda continua a tener banco. «Sin dall’inizio abbiamo ritenuto che il gesto dei due lavoratori sia stato di cattivo gusto e sicuramente biasimevole - dicono i socialisti - Ma oltre a ciò continuiamo a credere che il razzismo alberghi altrove e non trovi posto né a tra i due lavoratori della Lidl né tra i nostri cittadini». Al contrario, questa vicenda deve portare ad una riflessione, dicono, soprattutto riguardo «un malessere sociale che ormai è presente anche nella nostra città - continua la nota - Il peggioramento delle condizioni economiche delle famiglie, legandosi con l’insicurezza sociale, producono un mix che sta esasperando gli animi». Un malessere legato anche alla percezione della sicurezza in città. «Come forze di maggioranza abbiamo riposto molta fiducia sul fatto che la nuova compagnia dei carabinieri potesse aumentare ed intensificare il controllo della nostra città, ma la sensazione, purtroppo, non è questa: pare che per le strade poco sia cambiato in termini di presenza di pattuglie».

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