Il Tirreno

Grosseto

Ricreazione negata, strattoni e fischietti Maestra a giudizio

di Pierluigi Sposato
Ricreazione negata, strattoni e fischietti Maestra a giudizio

Prima udienza a giugno per episodi avvenuti in due classi Le parole dei bambini erano state ritenute attendibili

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GROSSETO. Processo a partire dal 13 giugno per Licia Fabiani, 59 anni,insegnante di scuola primaria, per la quale la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio con l’ipotesi di maltrattamenti nei confronti dei bambini di due classi. Niente ricreazione, niente uscita per andare al bagno. Fischietti per richiamare i bambini e forbici sbattute sul banco. Bambini costretti a stare con le braccia alzate come anche destinatari di strattoni, in un caso ai danni di un bambino che portava un busto a causa di una frattura.

Il giudice dell’udienza preliminare Marco Mezzaluna ha accolto la richiesta del sostituto procuratore Marco Nassi, ritenendo sussistenti gli elementi per poter sostenere un dibattimento, e ha fissato la prima udienza del processo, che si terrà davanti al giudice Giovanni Muscogiuri. La donna è adesso assistita d’ufficio dall’avvocato Lorenzo Mascagni.

Gli episodi contestati sarebbero avvenuti in due diversi istituti grossetani, negli anni scorsi. Ventisei i bambini di una classe, venti quelli dell'altra. L’inchiesta di carabinieri e polizia era partita dai genitori che, esasperati, avevano indirizzato una segnalazione al Garante per l’infanzia della Regione Toscana. Una segnalazione poi girata alla Procura che aveva aperto un’indagine, ascoltando tutti i genitori dei bambini della classe in cui la maestra ha insegnato, una seconda, ma anche le colleghe e il personale della scuola. Nello stesso fascicolo è poi finito un caso analogo avvenuto in un’altra classe, una quinta, con contestazioni similari.

Prima di procedere alla chiusura delle indagini e al rinvio a giudizio, la Procura aveva chiesto di effettuare un incidente probatorio - cioè un’anticipazione del dibattimento - per valutare l'attendibilità dei bambini. Ne erano stati sentiti otto, in due circostanze diverse, nel 2014, con le cautele che devono essere osservate in questi casi e con la presenza di un neuropsichiatra. Questi, il dottor Romano Fabbrizzi, aveva attestato l’attendibilità. E anche sulla base di queste conclusioni l’indagine era andata avanti. Oltre ai comportamenti già citati, l’insegnante avrebbe tenuto altre condotte ritenute in ipotesi penalmente rilevanti: ad esempio avrebbe denigrato gli alunni per gli scarsi risultati scolastici; avrebbe tirato loro capelli e orecchie; li avrebbe percossi dando loro dei colpi sulla schiena o con il grembiule; avrebbe costretto alcuni dei bambini ad andare a prendere per lei bevande alla macchinetta del caffè; li avrebbe trasferiti in altre classi per punizione; avrebbe scritto delle note disciplinari sul diario per poi cancellarle; li avrebbe intimoriti convincendoli della presenza di personaggi immaginari (dei folletti) come anche di telecamere e che avrebbe chiamato la polizia; avrebbe sollecitato i sensi di colpa dei bambini raccomandando loro di non parlare con nessuno di quanto stava accadendo in classe altrimenti lei sarebbe stata arrestata; oppure avrebbe rimproverato i bambini lamentandosi che a causa loro sarebbe stata licenziata; infine, li avrebbe intimoriti - sono sempre le conclusioni della Procura - avvicinandosi con una spillatrice e minacciando che avrebbe appunto spillato loro un dito.

Di tutto ciò si dovrà nuovamente parlare in aula, una volta che sarà iniziato il dibattimento.

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