Il Tirreno

Grosseto

«Hanno chiesto a me, allevatore, di pagare per i veleni di altri»

Chi inquina paga. Ma chi si è ritrovato con una proprietà inquinata da altri? Renzo Fedi non ha dubbi: non ci sono ragioni perché la Regione gli chieda di partecipare alla spesa per la bonifica....

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Chi inquina paga. Ma chi si è ritrovato con una proprietà inquinata da altri? Renzo Fedi non ha dubbi: non ci sono ragioni perché la Regione gli chieda di partecipare alla spesa per la bonifica. Eppure è proprio quello che gli è capitato. Fedi, presente ieri in conferenza in qualità di semplice agricoltore, è proprietario di un’azienda agricola con 50 vacche vicina al Casone acquistata nel 1994 da Solmine Spa, allora gruppo Eni. «Un paio di mesi fa – spiega – ho ricevuto una prima lettera dalla Regione e nei giorni scorsi ne ho ricevuta un’altra dove mi si chiede se ho dei manufatti, pozzi o strade, fatti con le ceneri di pirite. In fondo alla lettera mi si chiede poi di accollarmi la spesa della relativa bonifica». Renzi ha dato le indicazioni ma ha anche fatto una precisazione: «Ho scritto che quando mi è stato venduto il terreno non mi è stato specificato che era inquinato». Oggi Fedi si ritrova a doversi difendere, ma ha buoni strumenti dalla sua parte. «Ecco qua – dice mostrando delle carte – sono due sentenze del Tar della Lombardia e del Tar dell’Emilia, del 17 gennaio e del 15 febbraio, che fanno giustizia riconoscendo le responsabilità delle aziende in casi di inquinamento simili a quello della piana di Scarlino». I due tribunali riconoscono che spetta a chi ha inquinato bonificare l’ambiente. Cosa che ad oggi non sembra accadere a Scarlino. (f.f.)

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