Il Tirreno

Grosseto

Tirrenica, in 459 dicono no alla Sat

di Ivana Agostini
 Tirrenica, in 459 dicono no alla Sat

Promotore della petizione è un imprenditore di Alberese. Che in alternativa propone soluzioni «meno impattanti»

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GROSSETO. Oltre 400 firme per dire no al tracciato della Tirrenica e per chiedere, in caso d’approvazione del progetto, che l’opera sia resa meno impattante possibile. Le firme, per l’esattezza 459, sono state raccolte in soli 12 giorni, dal 14 al 26 gennaio.

La raccolta è partita da un imprenditore, Alfonso Mazzocchi, che abita ad Alberese e che da 12 anni gestisce con la moglie un’azienda agricola in cui produce uva e olive. La petizione è stata già inviata alla Sat e al Ministero dell’ambiente ma presto sarà recapitata anche al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, al consigliere regionale Leonardo Marras, all’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, al presidente della Commissione regionale ambiente Stefano Baccelli, al commissario governativo Giorgio Fiorenza e al sindaco di Grosseto, Antonfrancesco Vivarelli Colonna.

«Ringrazio tutti coloro che hanno aderito - dice Mazzocchi - in particolar modo chi ha contribuito alla raccolta delle firme. Se dovesse venir realizzata un’autostrada e ci venisse sottratta l’Aurelia, strada che adesso utilizziamo per i nostri spostamenti - spiega l’imprenditore - e questa fosse sostituita con una viabilità di rango inferiore a quella attuale, per chi abita e lavora nella zona dopo Grosseto sarebbe un danno economico e non solo ambientale».

Mazzocchi ritiene che se non dovesse essere messa in sicurezza l’Aurelia, progetto che considera «più adeguato, meno impattante e più conveniente anche economicamente» e la Tirrenica venisse realizzata, si dovrebbe chiedere che l’opera fosse fatta con il minore impatto ambientale possibile.

«All’inizio trovare le firme non è stato facile - racconta Mazzocchi - anche a causa del fatto che non tutti erano ben informati. In questo modo ho anche cercato di spiegare cosa accadrà con un'autostrada anche a chi pensava che non ne sarebbe stato interessato».

I firmatari hanno fatto richieste chiare: «Il progetto - secondo loro - appare carente dal punto di vista della tutela ambientale e non sembra tenere in adeguato conto l’elevato pregio paesaggistico e naturalistico del territorio attraversato, che include il Parco Naturale della Maremma. In particolare - dicono - non sono previste adeguate misure di mitigazione ambientale per limitare e contenere il forte impatto visivo e acustico e la diffusione di polveri. Altrettanto carente sembra essere la viabilità alternativa proposta che non risulta idonea, sia come dimensioni che come tracciato, a supportare, oltre al traffico locale e turistico, anche il transito dei veicoli necessari alla conduzione delle attività agricole».

Chi ha firmato la petizione mette in evidenza la distruzione di alcune attività agricole e anche alcune abitazioni che verranno asfaltate. «Se la Tirrenica verrà realizzata - chiedono gli otre 400 firmatari - il tracciato dovrà prevedere opere di mitigazione ambientale per ridurre in maniera efficace l’impatto visivo e acustico, la diffusione di inquinanti, la possibile invasione della sede stradale da parte degli animali selvatici. Non è pensabile risolvere tali problemi semplicemente piantando qualche alberello e qualche siepe. Dovranno esserci barriere fonoassorbenti in prossimità di tutte le costruzioni, e non – incomprensibilmente – solo in qualche caso. Le complanari dovranno opportunamente essere collegate tra di loro e con l’intera rete di viabilità secondaria della zona».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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