Il presidio
«Riaprite la Coop», raccolte 600 firme
La petizione promossa per il supermercato della 167 ha avuto successo. Fissato il termine: si può aderire fino al 15 febbraio
GROSSETO. In tre settimane ha raccolto 600 adesioni la petizione con cui residenti e commercianti del quartiere Pace chiedono ai top manager di Unicoop Tirreno di riaprire – il prima possibile – il supermercato di via Inghilterra, chiuso dal 26 ottobre. È un buon risultato che testimonia quanto la questione stia a cuore ai cittadini: quel market offriva un servizio a cui è difficile rinunciare per i tanti anziani che abitano lì; e poi era un luogo di socialità che dava luce a un rione che rischia di rimanere al buio. I promotori della petizione hanno deciso di fissare il termine al 15 febbraio: entro questa data, chi lo vorrà potrà lasciare il suo autografo. Dopodiché le firme verranno inviate a Vignale Riotorto, quartier generale del colosso cooperativo, e al sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna che nei giorni scorsi, e proprio sullo storico market del popoloso quartiere, si è esposto a tal punto da urtare la suscettibilità dei dirigenti di Unicoop Tirreno.
La petizione. È il 9 gennaio quando un neonato comitato tutto in rosa lancia la petizione. Dopo settimane dalla chiusura del punto vendita – che aveva abbassato le serrande, ufficialmente per ristrutturazione, in concomitanza dell’apertura dell’Ipercoop di Maremà – e nessun elemento tangibile per cui sperare in una riapertura di lì a breve, “le donne” del quartiere Pace prendono il toro per le corna. Sono Francesca Lapidari dell’edicola di fronte al supermercato; Sabina Rombaldi, insegnante in pensione e residente nel quartiere; Liana Crespi, casalinga; e Elena Cucinotti che ha una merceria in via Unione Sovietica. La richiesta è chiara: vogliono che i carrelli della spesa ritornino a breve ad essere spinti nello store che occupa il piano terra e il primo piano del condominio 167 Nord. E chiedono anche che il supermercato non venga declassato: cioè non vogliono una “coppettina”, ma una Coop vera, come quella di prima.
Dove si firma. Si mettono dunque in moto e nel giro di breve raccolgono 600 firme tra l’edicola-bar e il negozio di parrucchiera di via Inghilterra, la lavanderia, la merceria e la cartoleria La Pergamena di via Unione Sovietica. E questa “mappa” è ancora valida.
Il qui pro quo. Nel frattempo, si apre una voragine. Unicoop Tirreno è in debito di ossigeno – 24,2 milioni di euro di passivo nel bilancio 2015 – e annuncia un piano lacrime e sangue: 481 esuberi, dodici supermercati da chiudere – di cui quattro in provincia di Grosseto – otto negozi in vendita, fra cui la Coop di Sticciano. Anche in Maremma come altrove in Toscana i sindacati vanno in fibrillazione, i sindaci idem. Il 25 gennaio Massimiliano Stacchini (Filcams Cgil), Alessandro Gualtieri (Fisascat Cisl), Stefano Rosica e Antonietta Ricciuto (Uiltucs Uil) incontrano Vivarelli Colonna: riferiscono che per Grosseto non è prevista alcuna riapertura come Unicoop Tirreno ha comunicato in un tavolo fiorentino precedente. Si fa due più due e il supermercato di via Inghilterra finisce nella lista nera: il sindaco in una nota a margine dell’incontro coi sindacati parla dell’«ormai certa mancata riapertura di via Inghilterra». Unicoop ribatte al volo: macchè chiusura definitiva, lì riapriamo, il punto vendita è in ristrutturazione e il sindaco poteva interpellarci – suona così la risposta di Vignale Riotorto – «prima di esprimere giudizi sommari». Insomma via Inghilterra riaprirà: «Entro il primo semestre 2017 o al massimo entro l’estate» ha dichiarato la società cooperativa al Tirreno il 9 gennaio. E intanto il quartiere Pace rimane senza market, in attesa che ne riapra uno «con una superficie di vendita ridotta a circa 600 mq e un assortimento prevalentemente alimentare con prezzi – assicura Unicoop – competitivi»: questi sono tutti i dettagli del progetto che arriva da Piombino.
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