Il Tirreno

Grosseto

La Maremma corre in soccorso degli allevatori marchigiani

di Giovanna Mezzana
La Maremma corre in soccorso degli allevatori marchigiani

Aleotti lancia l’idea di una campagna per il frumento che parta da Grosseto verso il Maceratese Renna: «Noi ci siamo, faremo la nostra parte ». Incontro oggi con i vertici regionali di Coldiretti

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GROSSETO. La Maremma per i Sibillini: parte da Grosseto una campagna per portare aiuto agli allevatori marchigiani. Dopo il terremoto in quelle terre al di là dell’Appennino è arrivato il gelo: pecore, mucche, asini vagano nei campi sommersi di neve senza trovare di che nutrirsi. Ci pensa la Maremma che a quelle terre è legata: è da lì che i pastori transumanti lasciavano “gli stazzi” (di dannunziana memoria) e, lungo la Valle del Nera, scendevano verso i pascoli verdi della Maremma e dell’Alto Lazio. Lanciata da Domenico Aleotti, scrittore e giornalista, presa al volo da Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto, l’idea è questa: raccogliere foraggio, fieno, frumento, mangimi per il bestiame degli allevatori marchigiani, soprattutto del Maceratese, dove l’agricoltura e l’allevamento è un settore non ancillare ma davvero “primario”, è l’ossatura portante di quell’economia.

È pragmatica la Maremma agricola: Aleotti si è fatto avanti qualche giorno fa e oggi Renna parte con destinazione Firenze dove incontrerà “il livello” toscano della confederazione. «Il presidente Marco Bruni ed io abbiamo raccolto subito la proposta di Aleotti – dice Renna – E la nostra intenzione è quella di coinvolgere la Coldiretti regionale», facendo quindi in larga scala ciò che già singoli agricoltori e associazioni anche maremmane hanno fatto inviando foraggio.

Nelle aziende agricole del Maceratese sono crollate stalle – quel che non ha provocato il terremoto lo ha fatto il peso della neve – e ci sono state numerose perdite di bestiame: «Il nostro direttore regionale, Antonio De Concilio – continua Renna – può mettersi in contatto con il collega parigrado marchigiano. Dobbiamo capire se c’è questa esigenza, in quale misura, e come possiamo organizzarci i per essere davvero di aiuto. Vorremmo coinvolgere anche il Caseificio di Manciano». E magari i consorzi agrari.

Ora bisogna capire dove geograficamente sono dislocati gli agricoltori con maggiori difficoltà: il Maceratese è un territorio molto esteso. Pieve Torina, Pieve Bovigliana, Gualdo, Fiastra, Camerino....? Coldiretti Grosseto spera anche che la campagna per il foraggio non sia solo maremmana ma diventi toscana.

Sia chiaro: la tragedia provocata dal terremoto ha confini talmente ampli che sono difficilmente immaginabili senza avere sotto gli occhi la distruzione. E sarebbe un’assurdità disumana e imperdonabile pensare agli animali piuttosto che alle persone: ma «custodire e proteggere il mondo animale, solidarizzare con esso – dice Aleotti – significa tutelare la sopravvivenza di culture agricole che altrimenti sparirebbero. Significa tutelare un presidio storico per garantire una presenza umana in quelle terre, che altrimenti verrebbe meno». Ecco perché questa idea, questa campagna ha un senso che è profondo.

Non rimane che procedere.

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