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Grosseto

«Quel tricolore appartiene al popolo»

«Quel tricolore appartiene al popolo»

Rossi e Minucci (Fdi) rispondono alle polemiche sulle fasce da sindaco indossate alla manifestazione di Giorgia Meloni

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GROSSETO. Alle critiche per aver indossato sabato scorso la fascia tricolore alla manifestazione “Italia sovrana” organizzata da Fratelli d’Italia a Roma, gli amministratori di centrodestra presenti replicano con parole e immagini.

Fabrizio Rossi, assessore del capoluogo, non ci sta a essere accusato di aver usato la fascia di primo cittadino in maniera impropria e replica a chi si è dichiarato addirittura sconvolto. «La vista di quelle fasce brucia tanto perché ricorda alla sinistra la sconfitta elettorale. Quelle fasce - continua Rossi - appartengono al popolo e il popolo ha scelto». Il leader provinciale di Fratelli d’Italia fa poi una precisazione sulla manifestazione. «C’erano tantissimi altri amministratori e sindaci. Non era un congresso di partito. Si sfilava in piazza - dice - per ricordare quanto sancito dall’articolo 1 della Costituzione e cioè che la sovranità appartiene al popolo. Non credo che nessun cittadino si possa sentire offeso». Sulla stessa lunghezza d’onda Luca Minucci, assessore all’ambiente del Comune di Orbetello, anche lui in fascia tricolore a Roma, che accusa di opportunismo e di spocchia chi si è risentito.

«Per me la politica è passione e impegno quotidiano - ribadisce Rossi - non è uno strumento per arrivare chissà dove. Non ho bisogno di cariche. Capisco che per gli opportunisti sia un concetto di difficile comprensione. Non ho bisogno di farmi notare dai dirigenti del mio partito, perché da anni faccio parte dell’assemblea nazionale, ma soprattutto non sono i partiti a decidere il mio futuro ma i cittadini. Non uso Orbetello per qualcosa, ma per lasciare qualcosa alla mia comunità».

Infine l’attacco politico: «Il fastidio dovrebbero provarlo - dice Minucci - quando mandano a casa i lavoratori della Coop e della Lucchini o mettono sul lastrico migliaia di risparmiatori di Banca Etruria. Dimenticano i loro sindaci che partecipano a manifestazioni di sigle sindacali, al gay pride o a eventi spot per il sì al referendum». «La manifestazione alla quale ho partecipato - riprende Fabrizio Rossi, presente assieme ad altre decine di amministratori e sindaci - non era un congresso di Fratelli d'Italia. La sensazione è che alcuni si affannino a cercare un barlume di visibilità. Personalmente mi sento orgoglioso di aver visto le fasce tricolori alla manifestaazione di Roma, così come mi sento orgoglioso di averla indossata. Credo che nella capitale ci fossero tante persone che rappresentano al meglio il proprio territorio e i loro concittadini, ma soprattutto espressione della maggioranza». A Mascagni e compagnia si rivolge infine Manuel Ciarpi, portavoce comunale a Campagnatico di Fratelli d’Italia: «Do loro un consiglio: fate politica seria senza attaccarvi a certe bassezze, perché vi rendete ancor più ridicoli e privi di argomentazioni alternative». (g.b. e i.a.)

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