Il Tirreno

Grosseto

Pali di ferro, sbarre e prodotti chimici lasciati da 20 giorni

di Elisabetta Giorgi
Pali di ferro, sbarre e prodotti chimici lasciati da 20 giorni

Proteste in piazza Nassiriya per la pista di ghiaccio smontata «Il materiale è indecoroso, pericoloso e mal protetto»

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GROSSETO. La pista di ghiaccio ha chiuso i battenti l’8 gennaio ma il materiale smontato è stato lasciato da 20 giorni in piazza Nassiriya, in brutta vista. Pali di ferro, cassette di legno e taniche di prodotti chimici. Materiale pericoloso e mal protetto da transenne e protezioni. Il titolare (privato) non ha ancora portato via tutto il materiale; nei paraggi giocano i bambini.

Arredi esterni caos. Se ne lamentano alcuni cittadini invocando ordine da parte dei privati che svolgono un’attività commerciale con tavolini anche all’aperto e che dovrebbero avere più a cuore il decoro collettivo. Indice puntato su alcune piazze del centro storico; basta fare un giro per notare i vari “salottini buoni” con arredi esterni lasciati in disordine. Ombrelloni piegati male, roba ammucchiata qua e là alle pareti dei palazzi, sedie e tavolini affastellati ai muri, cassette postali buttate nel mucchio, detriti vari addossati ai locali. Succede ai lati della strada negli spazi impiegati regolarmente dai privati che pagano il suolo pubblico, ma in zone di pubblico passaggio. «È un’indecenza», tuonano i cittadini.

Pali di ferro e prodotti chimici. Piazza Nassiriya ha ospitato per due mesi la pista di ghiaccio, dal 5 novembre all’8 gennaio. Poi il titolare ha smontato tutto ma il materiale è ancora in gran parte lì. Pali di legno, cassoni, grate di metallo e travi, materiale ferroso, sbarre lunghe appoggiate a più altezze e solo parzialmente protette da transenne e nastri adesivi. Un piccolo cantiere dove tutti possono entrare. Ci sono taniche con sostanze chimiche (glicole propilenico), sporcizia lasciata dai soliti incivili. Nei paraggi ci sono adolescenti sugli skateboard, la piazza è frequentata dai bambini. Il ripristino dell’ordine spetta al privato.

Si chiama Leonardo Ceccanti, è livornese. «Abbiamo 14 poste di ghiaccio in tutta Italia», risponde lui promettendo di portar via tutto entro pochi giorni. Ma già - precisa - «un bel po’ di materiale è stato portato via in questi giorni. Ci vogliono tempi tecnici minimi, il grosso comunque lo abbiamo fatto: quello che vedete è il 10-20% di quello che c’era prima…».

Ceccanti cita il condizionatore e gli impianti: tutte cose che hanno ripreso la via di casa, sono state caricate sul camion e da Grosseto hanno imboccato la via del nord.

Il titolare si concede poi uno sfogo. «I cittadini, invece di brontolare, potrebbero anche partecipare di più a iniziative di questo genere: quest’anno a Grosseto ci ho lasciato quasi 20.000 euro». Gli affari insomma non sono andati bene tant’è che l’anno prossimo l’imprenditore ha in animo di non replicare l’iniziativa.

Non solo.

«Siamo stati anche derubati due volte, durante il montaggio e durante lo smontaggio della pista. All’andata stavamo scaricando il materiale, i ladri sono entrati e hanno rubato la borsa all’autista. A inizio gennaio stavamo smontando la pista quando mi hanno rubato la borsa, che mi è stata ritrovata dopo una settimana in un angolino di mura. Anche per noi la vita non è facile».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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