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Le fiamme distruggono un annesso
Paura nella notte alle Stiacciole: scoppia una bombola di gpl. L’incendio probabilmente è stato causato dai topi
GROSSETO. Moreno e Maira erano andati a letto da poco più di due ore e alle 3,16 del mattino, quando i loro vicini di casa hanno provato a chiamarli al telefono, non hanno sentito. Il cordless a casa loro non prendeva la linea: le fiamme stavano cominciando a mangiare il loro annesso, con tutta l’attrezzatura dentro senza che la coppia potesse accorgersene. «Siamo stati svegliati dai nostri vicini che sono venuti a suonare a casa nostra - racconta Moreno Milli - ma sono riuscito soltanto a spostare la mia auto. Il resto è andato in fumo». Moreno se ne intende bene di incendi: dal 1976 al 2000 è stato uno dei vigili del fuoco del comando di Grosseto. Ha lavorato in mezza Italia, ha prestato servizio in tutte le tragedie che hanno attraversato la nostra penisola in quegli anni e quando domenica mattina ha visto le fiamme, ha capito che bisognava intervenire subito.
È sceso da casa sua in mutande ed è andato di corsa al pozzo per prendere l’acqua mentre i suoi ex colleghi stavano arrivando con le autobotti per domare le fiamme. «Era scattato l’automatico in casa ma non nell’officina - spiega - e non riuscivo a far partire il pozzo per prendere l’acqua».
I vigili del fuoco hanno lavorato ore per domare le fiamme e per bonificare l’area. I danni sono importanti: il proprietario stima circa 30.000 euro. Il rimessaggio che si trova vicino alla casa della coppia è completamente bruciato: dentro c’erano sette o otto motoseghe, trapani e materiale per il giardinaggio compreso una motosega e un tosaerba.
Le fiamme hanno completamente distrutto anche un furgone, una moto e una vespa e potrebbero essere state generate da un corto circuito. Non è escluso che i cavi dell’impianto elettrico siano stati mangiucchiati dai topi e che proprio per questo si sia generato quel corto circuito che ha distrutto tutto. Le indagini dei tecnici dei vigili del fuoco sono ancora in corso, ma quello che è già stato appurato è che l’incendio non avrebbe un matrice dolosa.
«Il primo sospetto che ho avuto - racconta ancora Milli - è che il corto circuito abbia interessato il mantenitore di ricarica al quale avevo attaccato il furgoncino. Sono riuscito a spostare giusto in tempo la mia auto e portarla fuori dall’annesso. Di solito la vettura e il furgone li tengo fuori, ma avevo deciso di sistemarli sotto al tettoia, proprio all’ingresso, per evitare che i vetri gelassero durante la notte».
L’intervento dei vigili del fuoco è stato particolarmente complesso, soprattutto perché nell’annesso c’era del materiale pericoloso: le fiamme erano piuttosto alte e intense ed è scoppiata anche una bombola di gpl senza causare danni. Quello che ha preoccupato di più la squadra di soccorso era un impianto di bombole ossiacetilenico che si stava surriscaldando. Un impianto che viene utilizzato per saldare, una fiamma ossidrica insomma. L’impianto è stato subito raffreddato per abbassare la temperatura e poi per metterlo in sicurezza è stato messo in un bidone d'acqua. L’intervento è durato un paio d’ore, prima che tutta l’area fosse bonificata. «Ho lavorato per tutta la vita come vigile del fuoco prima di andare in pensione - dice ancora - e di interventi come questo ne ho visti tanto. Sono cose che possono capitare, l’importante è che non si sia fatto male nessuno». Da quando è in pensione, Moreno, al pari di tanti altri suoi coetanei si è dedicato alla sua passione: sistemare vecchie macchine, rimettere a nuovo attrezzature agricole di ogni tipo. «Per noi è un danno enorme - spiega - perché con la pensione non possiamo certo permetterci grosse spese. È stata distrutta la passione di una vita intera».
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