Il presidio
«Calciatori aggrediti Uno è in ospedale, pugni e calci all’auto»
Fc Grosseto denuncia l’episodio avvenuto in serata a Marina E punta il dito contro i tifosi e contro il Comune di Grosseto
GROSSETO. «Approfittando delle tenebre, due calciatori tesserati sono stati oggetto di una vigliacca ed inaccettabile aggressione». Lo scrive nel suo sito la società calcistica Fc Grosseto, riferendo quanto avvenuto dopo la partita di ieri pomeriggio.
A Marina di Grosseto, di fronte alla struttura alberghiera che ospita alcuni tesserati, «i due tesserati - recita ancora il comunicato - appena posteggiata la loro auto, sono stati aggrediti da un manipolo organizzato e vigliacco di tifosi. La loro auto è stata presa a calci e pugni. Per un puro miracolo i due tesserati sono riusciti a mettersi in salvo. Uno dei due è ricoverato in ospedale con un acuto attacco d’ansia e paura; l’altro ha paura e non vuole far ritorno alla struttura che lo ospita».
L’aggressione era stata segnalata anche alle forze dell’ordine, che arrivate sul posto hanno preso nota del danneggiamento. Nessuna traccia invece degli aggressori. L’episodio, sempre secondo la società, ha una spiegazione: sarebbe stata una punizione. «I giocatori, anche su consiglio della società che veglia su di loro e li protegge, hanno deciso di non pubblicare un comunicato stampa che alcuni tifosi organizzati avevano chiesto loro di pubblicare nella giornata di oggi (ieri, ndr); un comunicato in cui doveva emergere un vero e proprio asservimento dei giocatori alla tifoseria locale organizzata. La pena per la mancata pubblicazione del comunicato? La minaccia, poi attuata, prima di non far giocare la squadra, poi di arrivare a mezzi di persuasione più incisivi e violenti».
Fc Grosseto giudica inaccettabile quanto sta avvenendo, ricorda gli episodi di danneggiamento come il taglio di uno dei pali nello stadio, segnala la paura in cui vivono i suoi collaboratori ma dichiara di non temere «questi atti di terrorismo». Punta il dito contro «l’attuale politica». Dichiara che la protesta di giovedì ha avuto «un suo pilota». Aggiunge che il comportamento del Comune «provoca e alimenta la polemica», e lo esorta a «svelare le sue vere motivazioni. Assumersi le proprie responsabilità. Il Tribunale non aiuterà di certo ad avere giustizia, a garantire la tanto anelata trasparenza».
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