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Limatola e l’entrata in Unicoop «Allora sembrò la carta vincente»
Dodici anni fa la storica Unione Ribolla entrò nel colosso di Vignale Riotorto per avere le spalle coperte Scartò così l’opzione Amiata che oggi potrebbe essere la salvezza per Sticciano. Venerdì incontro clou
GROSSETO. Il 3 febbraio il sindaco Francesco Limatola incontrerà i top manager di Unicoop Tirreno. Roccastrada chiama Vignale Riotorto. Parte da un municipio del nord della Provincia la strategia di avvicinamento dei sindaci al colosso cooperativo che per far fronte alla propria crisi – 24,2 milioni di euro è il passivo del bilancio 2015 – ha annunciato un piano che la Fiom degli Anni Ottanta direbbe di “dismissione”: 481 esuberi, dodici supermercati da chiudere – di cui quattro in provincia di Grosseto – otto negozi in vendita, fra cui la Coop della frazione roccastradina di Sticciano.
La storia. Qui, come in ogni borgo delle Colline Metallifere, un supermercato Coop non è solo un luogo dove riempire il carrello della spesa. È un servizio a cui non si può rinunciare, è un luogo sociale, una fucina di iniziative sociali, finanche una filosofia di vita (oltreché di consumo): «Abbiamo una sezione soci numerosa e attivissima – descrive Limatola – che organizza gite, eventi solidali, adozioni a distanza. Insomma – aggiunge – non è una questione che si può trattare solo in termini prettamente economici». Questo bagaglio affonda le radici in profondità. Era il 1959 quando nacque – dalla fusione di sei minuscole realtà – la Cooperativo di consumo Ribolla che ebbe avvio e crescita scoppiettante: agli inizi del 2000 – si legge in una pubblicazione di Fondazione Memorie Cooperative – Coop Unione Ribolla aveva 29 punti vendita, di cui 23 in provincia di Grosseto, cinque in provincia di Livorno e uno nel Senese.
La scommessa. Nel 2005 a Ribolla si tenta il salto: la società cooperativa roccastradina confluisce in Unicoop Tirreno. Allora il gigante di Vignale Riotorto, che si era appena tolto le vesti di Coop Toscana Lazio, parve un’ottima chance: del resto il patrimonio su cui Roccastrada contava era costituito tutto da minimarket e Vignale Riotorto aveva invece le spalle larghe per mettere la dote al sicuro.
Cavallo sbagliato? Nel 2005 A Ribolla si sceglie una carta e se ne scarta un’altra: Coop Unione Ribolla aveva un’alternativa a Unicoop Tirreno: ovvero, fare il matrimonio con gli amiatini. E guarda il caso, ora che è tutto in subbuglio, il negozio di Sticciano potrebbe passare sotto l’egida di Coop Unione Amiatina: è un’ipotesi che circola, come ha confermato al Tirreno Fabrizio Banchi, presidente di Coop Amiata. Forse a Roccastrada c’è un po’ di amaro in bocca per aver puntato sul cavallo sbagliato, forse no. «Nel 2005 – valuta Limatola – sembrò la miglior prospettiva per il mercato e contro la concorrenza. E adesso scopriamo che le cose non vanno bene...». E l’opzione amiatina per la Coop di Sticciano è cosa buona? «Premetto che l’ho letta sul vostro giornale – risponde – e non so altro. Certo è che la preferisco all’arrivo di un privato».
«Nessuna battaglia». Visto il pragmatismo con cui s’è fatto fissare un incontro dal management piombinese, verrebbe da pensare che Limatola abbia intenzione di salire sulle barricate per il “suo” negozio di Sticciano: «Eh no – dice – la mia non è una battaglia per Sticciano. A me interessa anche il supermercato di Porto Santo Stefano. Chiederò un piano di rilancio per tutta la provincia: per ora abbiamo solo indicazioni apprese dalla stampa. E chiederò un tavolo istituzionale». Con Limatola il 3 febbraio ci sarà anche la sindaca di Gavorrano Elisabetta Iacomelli, ma anche altri sindaci che vorranno farsi avanti.
Vederci chiaro. A Limatola la questione Coop sta a cuore: come sindaco e come socio. Lui fu l’ultimo presidente della sezione soci quando Coop Ribolla ballava da sola e il primo della sezione soci Coop Est Maremma dopo le nozze con Unicoop. «Sono un sindaco e so che significa avere problemi di bilancio – conclude Limatola – ma il management di Unicoop Tirreno ha fatto degli errori, ma questo si chiarirà a tempo debito. E voglio vederci chiaro soprattutto come socio».
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