Il presidio
Tutti contro Spadini «Noi stiamo con Zazzeri»
I consiglieri di “Massa guarda avanti” fanno quadrato intorno al capogruppo e respingono la richiesta delle sue dimissioni con una lettera a sindaco e direttivo
MASSA MARITTIMA. L’uscita del consigliere Niccolò Spadini non è piaciuta ai colleghi del suo partito, che si sono compattati attorno al capogruppo Flavio Zazzeri. «Noi consiglieri del gruppo “Massa guarda avanti” stigmatizziamo il gesto di Spadini e rifiutiamo la richiesta, non condivisa, di dimissioni del nostro capogruppo Zazzeri», si legge in una lettera inviata all’Unione comunale, alla federazione provinciale e al sindaco Marcello Giuntini, a cui si «invita i referenti del partito democratico e del gruppo Massa guarda avanti a prendere i dovuti provvedimenti nei confronti del consigliere Spadini e ad esprimere una posizione chiara, relativamente a quanto riferito».
La lettera è firmata da tutti i consiglieri della maggioranza politica di Massa Marittima, fatta eccezione dei due interessati: Irene Carli, Stefania Cionini, Tiziana Goffo, Alessio Guazzini, Massimo Salvadori e Danilo Simoni. È una presa di posizione legata «allo spiacevole episodio avvenuto durante il consiglio comunale», si legge, in cui Spadini, esponente di maggioranza, ha chiesto le dimissioni da capogruppo di Zazzeri, reo di non saper portare «la serenità necessaria per guidare un gruppo», per usare le parole dello stesso Spadini.
«Nel caso in cui Spadini avesse avuto delle perplessità nei confronti dell’operato di Zazzeri, avrebbe dovuto manifestarle nelle sedi opportune: sedi del Pd, riunioni del gruppo, direttivi di circolo di cui fa parte - continua la lettera - Noi consiglieri di maggioranza consideriamo il gesto di Spadini deplorevole. Da lui, forte di un’esperienza di cinque anni di giunta, ci saremmo aspettati lealtà, collaborazione e consigli per lo sviluppo della proposta politica per Massa Marittima. Così non è stato».
Anzi, i sei consiglieri dicono che questa «è solo l’ultima di una serie di scorrettezze nei confronti del gruppo - continua il testo - Di seguito ne segnaliamo solo alcune: totalità di assenze alle riunioni di gruppo, incertezza ogni volta sulle sue presenze a consiglio, interventi fuorvianti sulla stampa, presentazione di mozioni in totale autonomia senza condivisioni col gruppo di cui farebbe parte, assenze nelle commissioni di cui è membro».
Da qui la “condanna” e l’invito «a non reiterare gesti simili scorretti – concludono– che tanto non riescono a scalfire, e a creare malumori all’interno del gruppo».
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