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Risarcimenti ai pastori La Regione chiede alla Ue

FIRENZE. Dramma predazioni in provincia di Grosseto e non solo. Così, la Regione Toscana si rivolge a Bruxelles per chiedere una deroga e abbattere la barriera del famigerato “de minimis”. Con una...

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FIRENZE. Dramma predazioni in provincia di Grosseto e non solo. Così, la Regione Toscana si rivolge a Bruxelles per chiedere una deroga e abbattere la barriera del famigerato “de minimis”.

Con una delibera di giunta, datata 24 gennaio 2017, che ha per oggetto i riconoscimenti alle aziende zootecniche dei danni da predazione provocati da lupo, l’esecutivo toscano e in particolare l’assessore all’agricoltura Marco Remaschi invoca l’approvazione della delibera da parte dell’Europa per poter mettere in atto le misure che la stessa delibera contiene.

Il documento della giunta riassume le azioni che sono state intraprese per fronteggiare quella che è diventata una vera piaga degli allevatori, gli attacchi continui di lupi e ibridi che hanno falciato aziende e greggi. La Regione parte col ricordare i fondi del programma agricolo con cui è stata finanziata la conta dei lupi portata avanti dall’università di Firenze, 108 branchi in Toscana.

Per il programma di prevenzione per le aziende, poi, altri fondi: 1,6 milioni di euro dal 2012 al 2015.

Il documento riconosce ed evidenzia che sono almeno 15-20 anni che gli allevatori toscani lamentano attacchi di lupi e di ibridi di lupo la cui presenza è aumentata nel corso del tempo e sottolinea che le misure di prevenzione sono servite a poco o nulla, visto che gli attacchi si sono intensificati negli anni. Molti allevatori hanno accolto di impiantare nei propri possedimenti recinzioni apposite e hanno acquisito cani da guardiania, ma senza esiti apprezzabili.

I numeri riferiti dal documento regionale inviato a Bruxelles parlano chiaro. Solo nel 2014 e nel 2015, sono state 1.100 le domande di risarcimento presentate per le quali sono stati impegnati più di un milione e mezzo di euro.

Tutto secondo il regolamento europeo cosiddetto “de minimis”, il principio secondo il quale ogni allevatore non può avere oltre 15.000 euro spalmati in tre anni. Di queste richieste circa 750 riguardano le province di Grosseto e Siena, mentre minore è la domanda dall’Appennino tosco emiliano. Nel corso del 2015 sono stati finanziati risarcimenti per oltre mezzo milione di euro e per il 2016, per più di 800.000 euro. Il documento fa notare che il risarcimento del danno renderebbe più digeribile agli allevatori la presenza del lupo, affermazione, questa, più volte contestata dagli allevatori che prima di tutto pretenderebbero di vedere liberi i pascoli dalla presenza di predatori e a cui interessa di lavorare in pace.

La delibera regionale manifesta la volontà di emanare ogni anno fino al 2020 apposite disposizioni per i risarcimenti e che l’erogazione delle risorse sarà subordinata alle effettive forze finanziarie della Regione e si richiama all'orientamento dell'Europa per gli aiuti di stato nel settore agricolo e forestale e nelle zone rurali 2014-2020 che in particolare al punti 1215 prevede l'indennizzo dei danni causati da animali protetti.

La Regione Toscana invoca, insomma la possibilità di un risarcimento che esca fuori dalla rigidità del “de minimis” considerato dagli allevatori un vero capestro. Vedremo cosa risponderà l'Europa. Perché, naturalmente, fino a quella risposta, la delibera della giunta toscana, come si legge in chiusura del documento, è priva di efficacia. (f.b.)

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