Il Tirreno

Grosseto

Coop via Inghilterra C’è l’ipotesi Amiata

di Giovanna Mezzana
Coop via Inghilterra C’è l’ipotesi Amiata

Spunta la carta di una riapertura sotto l’egida di Bagnore

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GROSSETO. Se il supermercato di via Inghilterra – chiuso dal 26 ottobre – riaprirà «è merito del sindaco». Parola di sindacalista. L’annuncio (mercoledì pomeriggio) di Antonfrancesco Vivarelli Colonna – che dava per certa la chiusura definitiva del punto vendita del quartiere Pace – avrebbe fatto tornare Unicoop Tirreno sui propri passi. È la lettura dei sindacalisti grossetani impegnati a gestire – sul fronte Maremma – la crisi del colosso cooperativo che ha presentato un piano di salvataggio lacrime e sangue. «Ringraziamo il sindaco – scrivono Massimiliano Stacchini (Filcams Cgil) e Alessandro Gualtieri (Fisascat Cisl) che ha ripreso le informazioni che gli avevamo fornito costringendo l’azienda a cambiare approccio»; anche il terzo sindacato confederale è della stessa opinione: «Il sindaco ci ha aiutato molto» conferma al telefono Antonietta Ricciuto (Uiltucs Uil). Il futuro dello storico market di via Inghilterra potrebbe però essere già stato scritto nelle carte – persino prima dell’annuncio del sindaco di Grosseto – e portare dritto sull’Amiata.

Il retroscena. Il processo alle intenzioni – di Unicoop prima dell’uscita di Vivarelli Colonna – non si può fare: non si possono sapere i propositi più reconditi. C’è da dire però che i manager di Vignale Riotorto non hanno mai detto – né direttamente né mediante il proprio ufficio stampa e in nessuna sede – di voler chiudere definitivamente il market del popoloso quartiere: anzi, sollecitati più volte dal Tirreno, hanno sempre confermato di voler riaprire quella Coop, pur con una metratura di vendita ridotta e previa ristrutturazione. E non si sono mossi di una virgola neppure alle luce delle dichiarazioni di Vivarelli Colonna: l’hanno solo smentito, precisando che «sarebbe stato opportuno sentire anche la cooperativa – c’è scritto in una nota di giovedì che arrivava da Vignale Riotorto, quartier generale di Unicoop Tirreno – prima di esprimere giudizi sommari». Riaprono perché sono di buon cuore e non vogliono togliere a nonnini il carrello della spesa sotto casa? Non solo.

Un gioiellino. Quel supermercato – nel cuore di un quartiere ad alta densità abitativa, di fronte all’ospedale e lungo una strada di scorrimento, la Senese – è una piccola miniera d’oro: si vocifera che fatturasse diversi milioni di euro all’anno; sembra tanto, ma tant’è. Riaprirlo è tutto grasso che cola, come si suole dire e di cui c’è bisogno quando le vacche sono magre: Unicoop Tirreno avrebbe chiuso il bilancio 2015 (ultimo dato disponibile) con un passivo di 24,2 milioni di euro. E se proprio La ex Proletaria (così chiamavamo la Coop negli anni Ottanta) non dovesse riuscire nell’intento, è probabile che lo store di via Inghilterra rimarrà tra i gioielli di famiglia: tant’è che si fa strada l’ipotesi di una “cessione” ai cugini amiatini, che – qualora l’offerta arrivasse – non si tireranno indietro.

Carta Amiata. I punti vendita amiatini a marchio Coop sono gestiti da una società cooperativa che non ha nulla a che vedere con Unicoop Tirreno di Vignale Riotorto. «Noi siamo i cugini poveri» scherza Fabrizio Banchi, presidente di Coop Unione Amiatina, che ha sede a Bagnore di Santa Fiora e a cavallo tra Grosseto, Siena e l’Alto Viterbese ha in pancia una ventina di supermercati Coop. Tastiamo il polso a Banchi e gli mettiamo sul piatto l’ipotesi che circola e cioè la “cessione” (quale formula non è dato sapere) della Coop di via Inghilterra alla società cooperativa amiatina «Se me la dessero – dice Banchi – io la prendo domani. Al momento però non me l’hanno offerta – precisa candidamente – Piuttosto mi è arrivato all’orecchio qualcosa del genere per il punto vendita di Sticciano» che con altri – tra cui quello di Porto Santo Stefano e Gavorrano, e a Grosseto di via Pirandello e via Pisacane – sono a rischio passaggio di mano.

La concorrenza. La carta Amiata consentirebbe: di ridare un importante servizio anche sociale al quartiere Pace; di alleggerire i piombinesi in una fase in cui il respiro è corto; di salvare un negozio storico (ospitato in un immobile di proprietà della cooperativa) e economicamente efficiente; e, soprattutto, di evitare che altri marchi concorrenti ingrassino alle spalle di Unicoop. Non è un mistero che dal 26 ottobre Conad di via Senegal, Pam di via del Sabatino e Simply di via Scansanese abbiano ampliato portafoglio clienti e incassi.

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