Il presidio
«Autostrada, dibattito a posizioni invertite ma su temi vecchi»
GROSSETO. «Il dibattito sull’autostrada che dovrà collegare la Maremma al resto d’Italia è più o meno lo stesso da quarant’anni a questa parte. Prima erano il centro e il centrodestra a volerla a...
GROSSETO. «Il dibattito sull’autostrada che dovrà collegare la Maremma al resto d’Italia è più o meno lo stesso da quarant’anni a questa parte. Prima erano il centro e il centrodestra a volerla a ogni costo, con il Pci-Pds a dire no. Oggi le posizioni si sono invertite e gli uni hanno preso in prestito gli argomenti degli altri».
È in estrema sintesi ciò che evidenzia Gianni Chelini (segretario del Centro Democratico). «Da cittadino - prosegue - sono scoraggiato, da dirigente politico invito Vivarelli Colonna, Marras, Sani, a fare massa critica, a cercare unione e collaborazione, soluzioni condivise. Come provincia di Grosseto siamo gli ultimi, siamo deboli, siamo bistrattati, anche perché mai come in questa stagione si sono scavati solchi nelle relazioni. Sull’autostrada, al di là di qualche contingenza, mi pare che sia il Partito democratico, sia i sindaci di centrodestra, pur da posizioni diverse, facciano discorsi vecchi, triti, noiosi. La posizione più interessante, quella che condivido, è di Giuliano Amato. Diciamo la verità: Sat vuole fare un’autostradina da sfigati, scippando di fatto l’Aurelia ai grossetani. La cosa migliore, oggi, è mettere in sicurezza l’Aurelia e, se mai un giorno ci saranno i soldi, costruire un’autostrada degna di questo nome, un’autostrada vera».
«È apprezzabile - aggiunge - la posizione dell’onorevole Luca Sani, che sostiene più o meno la stessa cosa. L’Aurelia ha un traffico locale, un’autostrada diventa riferimento internazionale, sposta i flussi di traffico. Questa cosa del metro in meno, dei risparmiucci sulla viabilità alternativa, è fastidiosa».
Secondo Chelini troppo spesso, quando si parla di Maremma, soprattutto a Firenze, si finisce sempre per far cadere le briciole dal tavolo, per decidere al ribasso. «Pensiamo alla sanità, con i medici grossetani che sono trattati come professionisti di serie B rispetto ai loro colleghi di Siena e Arezzo. Guadagnano meno e non si capisce perché. Vorrei amministratori con la schiena dritta, che pensino al territorio, prima che alle carriere, che si espongano, che rischino».
«Nelle classifiche ormai siamo ai primi posti solo per le tariffe». Chelini va giù duro: «Parlavo giorni fa - aggiunge - con l’ex parlamentare Hubert Corsi; mi ricordava che il vescovo Franco Agostinelli, qualche anno fa, scrisse una lettera ai politici e agli amministratori dal titolo “Maremma rialzati”. Era un invito alla classe dirigente a fare massa critica, a lavorare per il territorio. Un messaggio attualissimo e fino a oggi inascoltato. Se abbiamo questo gap infrastrutturale le colpe vanno cercate in Maremma». (g.b.)
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