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Piano lupo: «È inutile, andremo a Roma»

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Piano lupo: «È inutile, andremo a Roma»

Sani illustra le nuove misure in discussione, Pastorelli: «Le conosciamo già e non ci piacciono». Appello agli allevatori

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MAGLIANO IN TOSCANA. Ci sono misure in arrivo per prevenire e dare risposte concrete agli allevatori che subiscono le predazioni: i tempi di attesa però non sono brevi e le difficoltà sono molte. Così il comune di Magliano con l’assessora Mirella Pastorelli non ci sta e rilancia chiamando a raccolta da tutta Italia gli allevatori che vogliano aderire al comitato.

Il giorno dopo la convention degli allevatori a Magliano in Toscana – dove si è costituito un comitato che dovrà organizzare le prossime mosse degli allevatori che invocano un tavolo nazionale e ipotizzano una grande manifestazione con pecore e trattori – interviene il presidente della XIII commissione agricoltura della Camera: il deputato Luca Sani, che invita a non esasperare i toni e annuncia l’arrivo del Piano lupo.

«Il 2 febbraio - sottolinea Sani - gli allevatori avranno a disposizione un ampio ventaglio di nuovi strumenti per tutelare le loro greggi, e questo finalmente aprirà una stagione positiva per la gestione faunistica del lupo, più compatibile con la pastorizia. La possibilità di abbattimenti selettivi del 5% degli esemplari di lupo insediati in Italia, è solo una delle 22 misure contemplate dal Piano d’azione del lupo che sarà discusso per il via libera definitivo dalla Conferenza paritetica Stato-Regioni. Una misura sulla quale sarebbe fuorviante esasperare le contrapposizioni».

Sani chiarisce anche le differenze fra questo piano in approvazione e quello precedente del 2002. «Rispetto al 2002, sono stati fatti molti passi in avanti – sottolinea – e le novità più rilevanti riguardano le strategie di prevenzione, con l’accelerazione e semplificazione delle procedure d’indennizzo attraverso i Prs regionali. A questo proposito lavoreremo perché a Bruxelles accettino una deroga al regime de minimis per gli indennizzi, che prevede una soglia massima di 15.000 euro ad azienda su base triennale».

Sani entra dunque nel merito dei risarcimenti, oggi considerati briciole dagli allevatori. I 15.000 euro in tre anni sono a dir poco un palliativo se si pensa che anche una sola predazione, fra capi morti e feriti e danni indotti, oltrepassa ampiamente questa cifra. E vi sono aziende che quasi quotidianamente subiscono attacchi. Il punto era stato anticipato il 25 gennaio a Magliano dai vertici Coldiretti che spingevano gli allevatori ad attendere l’approvazione del 2 febbraio prima di prendere la decisione di andare in piazza. Ma a quanto pare la questione non è così semplice, perché Sani chiarisce che è Bruxelles che deve dare il via libera.

E questo rallenta i tempi in modo drammatico. E anche per il prelievo del 5% dei lupi il presidente ci tiene a rimarcare che l’autorizzazione arriverà non solo previo parere dell’Ispra, ma dopo che saranno falliti tutti i 21 punti precedenti del piano lupo e accertato il loro eventuale sovrannumero rispetto a parametri di equilibrio biologico».

Il comitato nato a Magliano va dritto per la sua strada: «Conoscevamo queste misure- sottolinea Pastorelli- e non ci piacciono per nulla. Lentezza e inefficacia, ecco le caratteristiche del piano lupo. Noi andiamo avanti e chiamiamo a raccolta tutti gli allevatori d’Italia. Chiedo loro di entrare nel nostro comitato e contattarci all’indirizzo email sindaco@comune. maglianointoscana.gr.it . Andremo a Roma e dobbiamo essere tutti».

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