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«O mi ridai l’anello o ti ammazzo»
Ex marito a processo per stalking, estorsione e maltrattamenti
MASSA MARITTIMA. Per riavere indietro l’anello di fidanzamento che le aveva regalato qualche tempo prima, non ha esitato a minacciarla: «Se entro cinque minuti non sei qui, t’ammazzo e dò fuoco alla casa». Era la vigilia di Natale del 2013 e le vessazioni nei confronti di una donna che viveva con il suo compagno non erano ancora finite.
Ora l’uomo, che ha quarantacinque anni ed è originario del sud Italia, è stato rinviato a giudizio dal giudice per le indagini preliminari Marco Mezzaluna, insieme a suo fratello, di quattro anni più giovane e a un altro amico coetaneo. I due erano entrati insieme all’uomo in casa della donna nel dicembre del 2014: non erano certo stati invitati e secondo il giudice, quell’atto era servito di nuovo a intimidire la donna che aveva paura non soltanto per se stessa ma anche per i suoi familiari.
L’ex marito della donna dovrà rispondere dei reati maltrattamenti, stalking, lesioni personali, estorsione e violazione di domicilio. Reato, quest’ultimo, che è stato contestato in concorso anche agli altri due uomini.
La vita della donna che abitava sulle colline massetane con il suo compagno (difeso, insieme al fratello e all’amico dall’avvocato Giovanni Livio Sammatrice del foro di Roma), era diventata un inferno. E lo è stata fino a quando non è riuscita a denunciare tutto quello che aveva subito e stava subendo ai carabinieri. Botte, offese, minacce, atti persecutori. La donna per tre volte era stata buttata fuori da casa nonostante avesse pagato anche le spese di ristrutturazione.
E non solo la casa era diventata terreno di scontro: l’uomo aveva anche preso l’auto dell’ex moglie e l’aveva portata in Sicilia, restituendola alla donna solo a marzo dell’anno successivo. (f.g.)
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